Anche le stelle dividono l'Italia
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Più che Cracco preoccupa il sud
Nell'infinita disamina tra chi sale e chi scende nella guida Michelin spicca ancora una volta il profondo divario tra Nord e Sud. Delle 356 menzioni che la prestigiosa guida assegna all'Italia quasi 300 vanno al centro nord e in gran parte divise tra Lombardia, Piemonte e Trentino. Al sud, se si esclude la Campania che comunque non ha nessun tre stelle, è buio pesto. Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna mettono insieme la stessa quantità di stelle del solo Trentino. Ma si mangia così male al sud? Certo che no. Ma la guida conferma che la valutazione di un ristorante, almeno in questo contesto, non si limita alla cucina e che per affermarsi a certi livelli occorre una capacità imprenditoriale, quasi industriale, che nelle regioni meno ricche è difficile trovare. Investimenti, pubbliche relazioni, servizi, l'indotto e ovviamente un tenore di vita che consenta l'esistenza di una ristorazione di qualità e pertanto costosa. Non so quali di queste cose manchino di più al nostro meridione, forse tutte. Ovviamente quando capito a Napoli o a Palermo dove mangiare bene lo so anche senza la Michelin ma questa considerazione mi sembrava opportuna. Le stelle sono comunque una classifica e come tale va letta.
Nell'infinita disamina tra chi sale e chi scende nella guida Michelin spicca ancora una volta il profondo divario tra Nord e Sud. Delle 356 menzioni che la prestigiosa guida assegna all'Italia quasi 300 vanno al centro nord e in gran parte divise tra Lombardia, Piemonte e Trentino. Al sud, se si esclude la Campania che comunque non ha nessun tre stelle, è buio pesto. Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna mettono insieme la stessa quantità di stelle del solo Trentino. Ma si mangia così male al sud? Certo che no. Ma la guida conferma che la valutazione di un ristorante, almeno in questo contesto, non si limita alla cucina e che per affermarsi a certi livelli occorre una capacità imprenditoriale, quasi industriale, che nelle regioni meno ricche è difficile trovare. Investimenti, pubbliche relazioni, servizi, l'indotto e ovviamente un tenore di vita che consenta l'esistenza di una ristorazione di qualità e pertanto costosa. Non so quali di queste cose manchino di più al nostro meridione, forse tutte. Ovviamente quando capito a Napoli o a Palermo dove mangiare bene lo so anche senza la Michelin ma questa considerazione mi sembrava opportuna. Le stelle sono comunque una classifica e come tale va letta.





