Anisakis non ti temo
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Troppo allarme, basta fare attenzione.
Bello non è, d’altra parte è pur sempre un verme, ma la presenza dell’Anisakis nel pesce non è di per sé segno che qualcosa non va in quello che avete comprato o che state per mangiare. L’Anisakis è in effetti una larva e si trova naturalmente dentro ai grandi mammiferi marini, il ciclo biologico fa si che si trovi anche in piccoli pesci che diventano il nutrimento di altri destinati, anche, al consumo umano. Insomma il parassita si può trovare naturalmente in una gallinella o in un rombo, in un acciuga o in uno sgombro. Pericoli per l’uomo ci sono solo se il parassita viene ingerito vivo, ovvero se si mangia del pesce crudo o poco cotto. Basta infatti la cottura a una temperatura di almeno 60 gradi per circa 3 minuti (il calore dovrebbe essere misurato al cuore del pesce) per allontanare ogni rischio. Se poi non potete rinunciare al pesce crudo gli accorgimenti sono quelli classici, per garantire la morte del parassita il pesce va congelato a una temperatura inferiore a -18 °C per almeno 96 ore.
Detto questo la psicosi da Anisakis è un fenomeno tipico di questi tempi. Da quando il parassita è stato scoperto i casi registrati in tutto il mondo sono poche migliaia e quasi tutti nei paesi asiatici (Giappone in particolare) dove l’uso del pesce crudo è più diffuso. In compenso ogni giorno qualche fenomeno da tastiera riporta al venditore un pesce fresco e ottimamente conservato solo perché ha visto qualcosa muoversi.
Bello non è, d’altra parte è pur sempre un verme, ma la presenza dell’Anisakis nel pesce non è di per sé segno che qualcosa non va in quello che avete comprato o che state per mangiare. L’Anisakis è in effetti una larva e si trova naturalmente dentro ai grandi mammiferi marini, il ciclo biologico fa si che si trovi anche in piccoli pesci che diventano il nutrimento di altri destinati, anche, al consumo umano. Insomma il parassita si può trovare naturalmente in una gallinella o in un rombo, in un acciuga o in uno sgombro. Pericoli per l’uomo ci sono solo se il parassita viene ingerito vivo, ovvero se si mangia del pesce crudo o poco cotto. Basta infatti la cottura a una temperatura di almeno 60 gradi per circa 3 minuti (il calore dovrebbe essere misurato al cuore del pesce) per allontanare ogni rischio. Se poi non potete rinunciare al pesce crudo gli accorgimenti sono quelli classici, per garantire la morte del parassita il pesce va congelato a una temperatura inferiore a -18 °C per almeno 96 ore.
Detto questo la psicosi da Anisakis è un fenomeno tipico di questi tempi. Da quando il parassita è stato scoperto i casi registrati in tutto il mondo sono poche migliaia e quasi tutti nei paesi asiatici (Giappone in particolare) dove l’uso del pesce crudo è più diffuso. In compenso ogni giorno qualche fenomeno da tastiera riporta al venditore un pesce fresco e ottimamente conservato solo perché ha visto qualcosa muoversi.