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La donna è cuoca, l’uomo è chef

Pubblicato il
06 Maggio 2026
Maurizio Izzo
DI Maurizio Izzo

Un mondo di pregiudizi che ancora ostacola l’ascesa delle donne nella ristorazione

Quasi tutti gli chef hanno avuto una nonna da cui hanno appreso la passione per la cucina. Le nonne però stavano nelle cucine di casa e loro sono diventati chef. È ancora così? I numeri dicono che per una donna affermarsi nel mondo della ristorazione è difficile. Siamo nel regno della supremazia maschile, un territorio dove gli uomini hanno dominato per anni, almeno da quando cucinare è diventata una professione nobile perché fino a quando cucinare voleva dire sfamare la gente allora la presenza delle donne era perfetta. Poi il mestiere si nobilita, si sale alla ribalta, diventa anche una forma di guadagno importante e allora è meglio se le donne si fanno da parte. Ma torniamo ai numeri, secondo il rapporto di Fipe-Confcommercio il 52% del personale del settore è donna ma meno del 20% occupa posizioni di rilievo. Anche sulla titolarità dell’attività la strada da fare è lunga, solo il 28% delle attività è di proprietà femminile. Ne consegue una disparità salariale importante, si stima che le donne guadagnino il 20% in meno dei loro colleghi uomini. Qualcosa si sta muovendo e ogni volta che una donna conquista un ruolo di rilievo accende una luce. È stato così per la francese Anne-Sophie Pic con le sue dieci stelle Michelin o Dominique Crenn la prima donna negli Stati Uniti a ricevere tre stelle Michelin o Elena Arzak a San Sebastian. In Italia ce l’hanno fatta Nadia Santini prima chef donna a ricevere le tre stelle Michelin, Annie Féolde cofondatrice della celebre Enoteca Pinchiorri, Valeria Piccini e per fortuna tante altre. Il loro successo è la palese dimostrazione dell’assoluta infondatezza di ogni pregiudizio in materia. Restano però i problemi che ostacolano la parità di genere in questo settore a partire da fenomeni di discriminazione basati sulla forza fisica e sulla resistenza tipici di un mondo gerarchizzato, modellato su scala militare. Un mondo che ha prodotto deviazioni assunte alla cronaca come gli episodi di sessismo e violenza che hanno, anche recentemente, coinvolto prestigiosi ristoranti. Un mondo vecchio e malato che avrebbe bisogno di aria fresca. 

 

 

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo, giornalista, figlio di un cuoco e padre di un cuoco. Mi sono salvato dalle cucine ma non dalla passione per il cibo. Che mi piace anche raccontare.

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