Cinque bianchi per l’estate

Eroici o autoctoni i consigli per bere un bianco bello fresco
Antò fa caldo diceva, una allora sconosciuta Luisa Ranieri in una famosissima pubblicità del 2001. Non è che la situazione da allora sia cambiata di molto quindi ci facciamo un bicchierino di vino bianco bello fresco e tutto passa. Già ma cosa potremmo bere? Tanto per aprire le danze inizierei con un bel Derthona (ma meglio dire Timorasso) dell'azienda Luigi Boveri che prende il nome di Bourg, che significa verso nord come l'esposizione della vigna da cui proviene questo eccezionale vino premiato fra i 10 migliori assaggi della kermesse torinese Grandi Langhe di quest'anno. Se Filari di Timorasso, il bianco di punta dell'azienda, rappresenta la rotondità. l'eleganza e la raffinatezza del vitigno alessandrino, Bourg ti entra in bocca diretto, senza fronzoli, con una esplosione di idrocarburi ed una mineralità degni di un bianco provenzale che rimette insieme quattro, cinque vitigni insieme in una bottiglia e qui, invece, solo uno. So di attirarmi le ire delle due amiche, Germana e Valentina, ma Bourg sta soppiantando Filari nella mia classifica ed una scatola nella mia cantina personale ci sarà sempre.
Nella mia cantina dove trovate, senzadubbiamente, anche il pinot grigio ramato di Villa Corniole. Le tre sorelle Pellegrini + mamma Maddalena e babbo Onorio, stanno ribaltando la Val di Cembra con i loro terrazzamenti e la loro viticoltura eroica. Il Pinot grigio ramato (che non ha un nome) non è ovviamente un bianco ma del bianco possiede tutta l'eleganza e quella tonalità persuasiva in bocca che alla fine del bicchiere te ne fa chiedere immediatamente un altro.
Toscana, Arillo in Terrabianca è un'azienda che fa chianti classico, adoro il Sacello, un Sangiovese che fa cemento non vetrificato, ma è il Bevobianco da uve viogner e Chardonnay (non proprio le mie elette per autoctonicità) coltivate in Maremma, che a Bologna, durante la prima premiazione che ho avuto per slow wine, mi ha rapito il palato proprio per la piacevolezza della sua persistenza in bocca ed i tanti profumi al naso.
Villa Simone è l'azienda di famiglia della nostra amica Sara Costantini che ne è la direttrice operativa, ricordiamo anche la sua azienda Borgo del cedro di cui consigliamo Topho la malvasia puntinata, che durante il Vinitaly mi fece assaggiare una bollicina di Malvasia stupefacente. Uno di quei vini che ti fa schioccare il palato e ti fa venire il sorriso compiaciuto di colui che ha goduto parecchio. Molto bello al naso è soprattutto in bocca che la malvasia (ovviamente) da il meglio di sé stessa sprigionando piacevoli sentori avvolgenti che ti fanno esclamare ohiohiohi. Guerino Pescara è nu bravo guaglione abruzzese che tratta il Montepulciano. È un vitigno eccezionale che rende in tutte le versioni (bianco, rosé e rosso). Se una donna si immedesimasse in un grappolo di Montepulciano d'Abruzzo, Guerino potrebbe scrivere il libro su come capire le donne perché, lui, il vitigno l'ha capito completamente tant'è che non vi consiglierò una bottiglia in particolare ma tutta la sua gamma di bollicine, bianche, rosate e cerasuolate. E se non mi credete chiedete a Luca Managlia che dopo aver assaggiato diversi suoi prodotti mi sta convincendo a fare una gita in Abruzzo a trovare Guerino.





