Grazie Carlo

Quelle tre parole hanno cambiato il nostro modo di intendere il cibo
Carlo Petrini se n'è andato nella giornata mondiale della biodiversità. Carlo Petrini non ha solo fondato Slow Food ha cambiato il nostro modo di intendere il cibo, di produrlo e di consumarlo. Nessuno ha fatto altrettanto in Italia e anche il segno che ha lasciato nel mondo dovrebbe essere considerato patrimonio di questo Paese. Un uomo geniale, così lo ricorda oggi Slow Food, capace di alzare sempre l’asticella, mai banale, di aggiungere al suo racconto sempre elementi nuovi di straordinaria attualità. Il suo “buono, pulito e giusto” dovrebbe essere ancora la bussola per chiunque abbia a che fare con il cibo, in quelle tre parole c’è tutto e c’è un concetto di giustizia e rispetto trasversale che passa dal diritto di mangiare cose buone, che non facciano male a chi le mangia ma anche a chi le produce e che diano dignità a chi lavora. Fate rispettare queste tre regole e avrete un’agricoltura che rispetta i tempi e le stagioni, che non avvelena la terra, che recupera tradizioni e sapori e poi un ambiente più sano in cui l’agricoltura da causa dell’inquinamento diventa artefice del cambiamento e infine non avrete più lo sfruttamento del lavoro nei campi. Tutto in tre parole. Basta volerlo. Ricordo che durante la formazione del primo governo Prodi, giusto trenta anni fa, si fece il suo nome per l’incarico di Ministro dell’Agricoltura. Non so se avrebbe accettato ma anche solo veder girare il suo nome in quei giorni ci dava felicità. A quell’incarico andò poi tale Michele Pinto che non mi pare abbia lasciato un segno indelebile. Comunque erano gli anni novanta, eravamo felici e non sapevamo cosa ci aspettasse. Buon viaggio Carlo e grazie di tutto.





