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22 maggio Giornata Mondiale della Biodiversità

Pubblicato il
21 Maggio 2026
Redazione Golagioconda
DI Redazione Golagioconda

Senza biodiversità non c’è futuro per agricoltura e cibo

 C’è uno stretto legame tra perdita di biodiversità, inaridimento dei suoli e cambiamenti climatici, un intreccio di cause ed effetti che si autoalimenta in un circolo vizioso sempre più difficile da spezzare. Lo sottolinea FederBio in occasione della Giornata mondiale della Biodiversità, dedicata quest’anno al tema ‘Agire a livello locale per un impatto globale’: un richiamo diretto al valore delle scelte quotidiane e delle azioni nei territori, capaci di generare un cambiamento concreto per la tutela della natura e del futuro del pianeta. “La perdita di biodiversità non è solo un’emergenza ambientale, compromette i servizi ecosistemici generando effetti a catena sulla sicurezza alimentare e sul benessere delle comunità – ha sottolineato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio - Quello tra natura, salute dei territori e qualità della vita è un legame indissolubile. Per questo preoccupa il progressivo anticipo dell’Overshoot Day, il giorno in cui un Paese esaurisce le risorse naturali che la Terra è in grado di rigenerare nell’arco di un anno. In Italia, quest’anno, il debito ecologico è iniziato il 3 maggio: da quella data consumiamo più risorse di quante siamo in grado di rigenerare, mettendo sotto pressione suoli, biodiversità e gli organismi viventi che sostengono gli habitat naturali e la produzione di cibo. La transizione agroecologica rappresenta una risposta concreta per costruire un rapporto più sano ed equilibrato tra sostenibilità ambientale, economica e sociale; è un modello che tutela suoli, ambiente e reddito agricolo, rafforzando il legame tra produttori, cittadini e comunità locali. La biodiversità sostiene la vita, difenderla significa proteggere il futuro di agricoltura e cibo, un impegno che passa dal ruolo fondamentale delle piccole e medie aziende agricole, custodi di natura, di razze e varietà locali, che rappresentano saperi e identità territoriali e costituiscono l’espressione più autentica del biologico italiano”.

 

 

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