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Il caporalato in Toscana

Pubblicato il
14 Ottobre 2024
Maurizio Izzo
DI Maurizio Izzo

Qui come nel resto del paese è sfruttamento

Sedici lavoratori senza regolare di contratto di lavoro nei vigneti senesi, 21 nelle campagne della Valdera Pisana. Si allarga a macchia d’olio l’inchiesta sul lavoro nero nelle campagne toscane e non dovrebbe stupire perché come dice la CGIL “la Toscana non è diversa dal resto del paese, siamo davanti ad una patologia endemica che colpisce il nostro territorio”.

Le normative ci sono e sono anche tra le più avanzate ma poco si fa per renderle efficaci, mancano i controlli e i controllori, “pochi ispettori, controlli fatti a spot e scarsità d’azioni concrete”, denuncia ancora la CGIL. E ormai nessuno può dire di non sapere, la vergogna del caporalato è davanti a noi, anche nelle vigne più prestigiose quelle che vengono raccontate al mondo come l’orgoglio del Made in Tuscany. E laddove i riflettori fanno meno luce è ancora peggio. Siamo circondati da campi coltivati ormai solo da immigrati che lavorano a ogni ora del giorno e spesso della notte, a squadre, 20, 30 alla volta, che poi si spostano di campo in campo. Manodopera a buon mercato, senza diritti e dignità.

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo, giornalista, figlio di un cuoco e padre di un cuoco. Mi sono salvato dalle cucine ma non dalla passione per il cibo. Che mi piace anche raccontare.

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