Il Po è già in secca. Limitato l’uso irriguo

L’intrusione salina ha già raggiunto distanze significative nell’entroterra
Da tre giorni, al rilevamento di Pontelagoscuro nel ferrarese, la portata del fiume Po è inferiore alla soglia critica di 450 metri cubi al secondo, al di sotto della quale anche le barriere antisale perdono efficacia nel contenimento del cuneo salino. Conseguentemente il Consorzio di Bonifica Delta del Po ha comunicato di dover limitare o sospendere parzialmente le derivazioni irrigue e le prese d'acqua nei tratti più esposti al fenomeno lungo i rami del fiume nel proprio comprensorio.
L'intrusione marina - secondo quanto diffuso dal Consorzio di Bonifica del Delta del Po - ha già raggiunto distanze significative nell'entroterra, superando i limiti di tollerabilità per l'uso irriguo, considerato che l'impiego di acque con elevati livelli di salinità comporta un alto rischio di contaminazione dei suoli e danni irreversibili alle colture.
"Sta accadendo quanto da tempo temuto a causa del diverso manifestarsi degli eventi atmosferici, dell'insufficiente manto nevoso in quota e dell'anticipato caldo estivo con le correlate necessità colturali - commenta la notizia Francesco Vincenzi, presidente dell'Anbi -. Il timore è che quanto si sta registrando in Polesine sia prologo ad una situazione d'emergenza idrica, interessante l'importante areale dell'agroalimentare nell'Italia settentrionale, già colpito dalla grande siccità del 2022; da allora tale fenomeno è costato annualmente 4 miliardi di euro all'economia del sistema Paese".





