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Il veleno è nel piatto

Pubblicato il
03 Dicembre 2024
Maurizio Izzo
DI Maurizio Izzo

Residui chimici su frutta e verdura, il dossier di Legambiente svela che quasi la metà dei campioni analizzati è contaminato. Bene solo il biologico

E’ la frutta quella più contaminata da residui chimici, secondo l’indagine fatta da Legambiente nel 74,1% dei campioni c’è una presenza, anche se a volte minima, di un pesticida. Va un po' meglio con il resto ma insomma non c’è di che stare tranquilli: la verdura (34,4%) e i prodotti trasformati (29,6%), con i peperoni (59,5%), seguiti da cereali integrali (57,1%) e dal vino (46,2%). 

Il 26,3% dei campioni analizzati contiene più di un residuo di fitofarmaci, con il rischio di effetti additivi e sinergici che potrebbero compromettere la salute umana, in particolare nei casi di contaminazioni multiple come quelle rilevate in frutta e verdura.
Olio extravergine di oliva e vino mostrano segnali positivi, evidenziando il successo delle filiere sostenibili.

"Una delle risposte all’allarme relativo all’uso dei fitofarmaci e alla necessità di ridurre l’impatto ambientale dell'agricoltura è sicuramente l’agricoltura biologica, afferma Angelo Gentili, responsabile Agricoltura di Legambiente,  che rappresenta un modello virtuoso di transizione ecologica per le filiere produttive. Basti pensare che i residui nei prodotti biologici sono pochissimi (7% dei campioni analizzati) e dovuti presumibilmente alla contaminazione accidentale. L’Italia continua a essere un leader europeo con 2,5 milioni di ettari coltivati a biologico, pari al 19,8% della Superficie Agricola Utilizzata (SAU).

Il rapporto è consultabile qui https://agricoltura.legambiente.it

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo, giornalista, figlio di un cuoco e padre di un cuoco. Mi sono salvato dalle cucine ma non dalla passione per il cibo. Che mi piace anche raccontare.

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