Skip to main content

La Fruit Valley guarda avanti

Pubblicato il
05 Dicembre 2024
Redazione Golagioconda
DI Redazione Golagioconda

Negli ultimi vent’anni la frutticoltura dell’Emilia-Romagna ha attraversato una crisi profonda: sono stati persi 30mila ettari di coltivazioni, dimezzato il valore produttivo e la regione ha ceduto la leadership su produzioni storiche come le pere.

Le cause principali sono il cambiamento climatico, la concorrenza internazionale e i costi elevati della manodopera. Il modello tradizionale, nato nel secolo scorso, non basta più a garantire reddito.

Serve innovazione: nuove varietà resistenti al clima, tecnologie di evoluzione assistita e modelli alternativi come l’agrivoltaico, che combina energia solare e coltivazioni, potrebbero aiutare a rilanciare il settore. La robotica è un’altra promessa: macchinari avanzati per la raccolta automatica riducono l’impatto della carenza di manodopera.

Ci sono segnali positivi: colture come il kiwi o il susino stanno reggendo, conquistando nuove quote di mercato. Tuttavia, senza interventi concreti su fiscalità e costi di lavoro, le aziende rischiano di perdere terreno rispetto a Paesi più competitivi come la Spagna.

La frutticoltura emiliano-romagnola ha ancora potenziale, ma è fondamentale un supporto deciso da parte delle istituzioni per garantirle un futuro.

Redazione Golagioconda

Redazione Golagioconda

Dal mondo social