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La vendemmia da nord a sud com’è andata

Pubblicato il
13 Ottobre 2026
Redazione Golagioconda
DI Redazione Golagioconda

Conclusa la raccolta si fanno i primi bilanci di una stagione eccezionalmente calda e siccitosa. Dal Trentino alle Isole Eolie

Parlano loro, i vignaioli, e raccontano una vendemmia cominciata quasi ovunque molto in anticipo, in qualche caso fatta nelle ore più fresche, sempre con tanta ansia perché un evento climatico poteva in qualsiasi momento mettere fine alla stagione. Qui il loro racconto, dal Trentino alla Toscana, dal Piemonte alle Isole Eolie. 

In Trentino, Martina Togn di Gaierhof sottolinea: "In Trentino la qualità delle uve si conferma molto elevata. L'assenza di precipitazioni significative durante il periodo estivo ha garantito un eccellente stato sanitario delle uve, consentendo di compensare il calo produttivo che avevamo inizialmente previsto a causa di alcuni focolai di flavescenza dorata registrati sul territorio. La raccolta è iniziata il 10 agosto con le basi spumante e le prime vinificazioni stanno già evidenziando risultati molto promettenti, così come le altre varietà vendemmiate nelle settimane successive. In particolare, Müller Thurgau, Schiava e Nosiola hanno espresso in vigneto caratteristiche particolarmente positive, lasciando presagire vini di ottima qualità ".  

In Friuli-Venezia Giulia, ecco Flavio Geretto di Rauscedo: "La vendemmia 2026 si è conclusa con un bilancio complessivamente molto positivo, grazie a uve sane e di buon livello qualitativo, frutto di un’attenta gestione agronomica e della professionalità dei soci. La raccolta programmata e le vendemmie a chiamata hanno permesso di valorizzare al meglio le diverse partite, confermando la validità del percorso di maggiore selezione e valorizzazione delle produzioni. I controlli analitici e i vari monitoraggi hanno inoltre confermato la corretta applicazione dei protocolli previsti. I risultati ottenuti rafforzano il percorso intrapreso sul fronte della qualità, della tracciabilità e della sostenibilità". 

Sempre dal Friuli arriva la lettura di Roberto Pighin di Pighin: "L’annata 2026 è stata caratterizzata da una siccità tra le più marcate degli ultimi anni, con queste condizioni climatiche la vendemmia ha subito un anticipo senza precedenti concludendosi entro il mese di agosto. Grazie ai nostri efficienti impianti di irrigazione che coprono interamente le superfici aziendali, abbiamo potuto costantemente idratare i nostri vigneti ottenendo uve sane, con ottimi parametri organolettici. Fuori da ogni previsione, sotto il profilo quantitativo, la produzione è in linea con lo scorso anno. I mosti dei nostri vini che hanno già terminato la fermentazione, lasciano presagire un’ottima annata per tutti i nostri vini bianchi e rossi". 

Spostandosi in Veneto, Andrea Affili, enologo di Conte Collalto: "L'annata 2026 ha richiesto attenzione e capacità di intervento, soprattutto nella gestione dell'acqua e nella scelta del momento ideale per la raccolta. Grazie all’irrigazione di soccorso e a un attento monitoraggio della maturazione, siamo riusciti a preservare il patrimonio di acidità e freschezza, fondamentali per i nostri vini. Le uve sono arrivate in cantina in condizioni eccellenti, con un ottimo equilibrio tra componente aromatica, struttura e acidità. In fase di vinificazione stiamo dedicando la massima attenzione alla lavorazione separata dei diversi vigneti e dei singoli vitigni, così da valorizzare le peculiarità di ogni parcella e interpretare al meglio le caratteristiche di questa annata". 

“Le nostre prime impressioni sulla vendemmia 2026 – sottolineano Giovanni e Guglielmo Bertani di Tenuta Santa Maria - delineano un quadro sorprendentemente positivo, nonostante una stagione con temperature più alte rispetto alla media. Le uve raccolte si sono presentate sane, con un ottimo equilibrio tra zuccheri e acidità e senza fenomeni di sovramaturazione, lasciando emergere vini brillanti, freschi e di buona tensione. Questo risultato testimonia il lavoro svolto nei vigneti del Brolo cinquecentesco, la cui posizione particolarmente vocata, unita all’attenzione del nostro team agronomico nella gestione dedicata di ogni singola parcella e varietà, ci permette di valorizzarne le caratteristiche e rispettarne i naturali tempi di maturazione anche in condizioni climatiche molto diverse”. 

Il team agronomico di Diesel Farm evidenzia un risultato particolarmente positivo sia sul piano quantitativo sia su quello qualitativo: "La vendemmia di Diesel Farm si è conclusa con risultati particolarmente positivi, superando le quantità raccolte negli anni precedenti nonostante una stagione caratterizzata da condizioni di siccità. Un dato che testimonia la capacità del vigneto di adattarsi alle sfide climatiche e l'efficacia delle pratiche agronomiche adottate. Oltre all'incremento produttivo, l'aspetto più significativo riguarda la qualità delle uve, che si è attestata su livelli molto elevati. Le condizioni dell'annata hanno favorito una maturazione equilibrata e una buona concentrazione aromatica, permettendo di ottenere grappoli sani e con caratteristiche organolettiche di grande interesse". 

Giancarlo Tommasi di Tommasi racconta una raccolta in linea con le attese maturate durante l’estate, con particolare attenzione alle uve destinate all’appassimento: "La vendemmia ha confermato le aspettative che avevamo maturato durante l'estate. Le uve sono arrivate in cantina sane, ben equilibrate e con ottime caratteristiche qualitative. Il monitoraggio costante dei vigneti e l'attenzione dedicata a ogni fase della maturazione ci hanno permesso di raccogliere grappoli perfetti per affrontare il percorso dell'appassimento, presupposto fondamentale per la produzione del nostro Amarone".  

Mattia Vezzola di Costaripa dichiara: “La Valtènesi ci insegna da sempre a confrontarci con l'imprevedibilità e a trasformarla in esperienza. Dopo 99 vendemmie la mia famiglia continua a sentirsi apprendista: il nostro compito è mettere a disposizione della natura la conoscenza maturata negli anni, senza cercare di forzarla. È proprio da questo equilibrio che possono nascere vini capaci di sorprendere e, soprattutto, di evolvere con coerenza la loro giovinezza. La vendemmia 2026 è iniziata il 5 agosto con Pinot Nero e Chardonnay, con circa una settimana di anticipo rispetto alla consuetudine; i 18 ettari destinati a Pinot Nero e Chardonnay sono stati raccolti manualmente da 42 vendemmiatori; il 19 agosto è invece iniziata la vendemmia delle uve rosse, con circa due settimane di anticipo. Groppello Gentile, Marzemino, Sangiovese e Barbera sono stati raccolti dalle prime luci dell’alba alle 5.30 fino alle 13, per preservare al meglio l’integrità del frutto. Anche in questo caso, la selezione manuale e la rapidità di conferimento in cantina sono state determinanti per iniziare le lavorazioni con la massima delicatezza”. 

In Lombardia, nell’Oltrepò Pavese, Simone Fiori, enologo de La Genisia: "La vendemmia 2026 è stata una delle più precoci che ricordiamo nell’Oltrepò Pavese: siamo partiti il 4 agosto. Per le uve destinate alla spumantizzazione siamo intervenuti tempestivamente con la raccolta e, nel giro di dieci giorni, abbiamo portato in cantina tutta la produzione necessaria, ottenendo basi con ottimi livelli di acidità e grado alcolico. Siamo molto soddisfatti sia della qualità sia della quantità. Anche per le altre varietà a bacca bianca la vendemmia è stata buona, mentre le uve rosse hanno risentito maggiormente delle temperature elevate dell’estate, con una leggera diminuzione del peso delle uve e quindi della produzione. Nel complesso è stata comunque una vendemmia mediamente abbondante e qualitativamente buona".  

In Franciacorta, Eleonora Bianchi dell’azienda biologica Terre d'Aenòr spiega: " La vendemmia 2026 è stata caratterizzata da un anticipo del ciclo vegetativo e da temperature elevate che hanno accelerato la maturazione delle uve. In alcuni appezzamenti abbiamo inoltre dovuto confrontarci con episodi di grandine che hanno inciso sui volumi produttivi, rendendo ancora più importante il lavoro svolto in vigneto. La gestione della chioma e il monitoraggio costante delle parcelle ci hanno permesso di accompagnare la maturazione preservando equilibrio, acidità e qualità delle uve. Nonostante le difficoltà climatiche, abbiamo raccolto uve sane che oggi ci fanno guardare con fiducia ai vini della nuova annata, che si presentano strutturati, ricchi dal punto di vista aromatico e al tempo stesso eleganti". 

In Piemonte, Sara Vezza di Josetta Saffirio evidenzia: "La vendemmia appena conclusa ci ha sorpresi positivamente, ribaltando in parte le aspettative maturate durante una stagione caratterizzata da scarse precipitazioni e temperature elevate. Nonostante l’andamento climatico, siamo arrivati alla raccolta con uve in eccellente stato sanitario e con una produzione superiore alle previsioni. Dal punto di vista qualitativo, i primi riscontri in cantina sono molto interessanti: i mosti non presentano concentrazioni particolarmente elevate di antociani, ma esprimono profumi molto nitidi e definiti, accompagnati da acidità adeguate e da un buon equilibrio complessivo. È ancora presto per tracciare un profilo definitivo dell’annata, ma le premesse ci fanno pensare a vini più giocati sull’eleganza, sulla freschezza e sull’espressione aromatica che sulla potenza". 

Dalla stessa area arriva la testimonianza di Alberto Cordero di Montezemolo della cantina Cordero: "La stagione è iniziata in anticipo, già dal 12 agosto con le uve destinate all’Alta Langa, per poi proseguire nella seconda metà del mese con le varietà a bacca bianca, il Dolcetto e la Barbera. Le rese si stanno rivelando molto buone, in alcuni casi persino superiori alle attese. Le alte temperature estive hanno certamente inciso sull’andamento della stagione, ma le abbondanti riserve idriche accumulate durante l’inverno e la primavera hanno permesso alle vigne di affrontare il caldo senza particolari sofferenze. Il bilancio è quindi decisamente positivo: le prime vinificazioni stanno restituendo vini equilibrati, di ottima qualità e con un tenore alcolico leggermente superiore alla media ma perfettamente in linea con l’andamento della stagione e ben integrato nel profilo complessivo dei vini". 

Sempre dal Piemonte, Zvonimir Jurkovic wine maker di Poderi Luigi Einaudi racconta che: “La vendemmia 2026 è iniziata il 25 agosto con la raccolta delle uve di Dolcetto e si è conclusa il 4 ottobre con gli ultimi Nebbioli da barolo. Un’annata precoce, in linea con quanto già osservato nel 2023, ma caratterizzata da una raccolta delle uve più lunga in termini di tempistiche. Le prime settimane sono state fortemente condizionate dalle alte temperature, che ci hanno portato a scegliere una raccolta nelle ore più fresche della giornata.  La resa è stata molto buona e le uve sono arrivate in cantina in ottime condizioni sanitarie. Le fermentazioni sono state immediate e, in cantina, abbiamo lavorato soprattutto sul controllo delle temperature, già a partire dall’ingresso delle uve. Per proteggerle dall’ossigenazione e preservarne la qualità, abbiamo utilizzato ghiaccio secco per l’abbattimento della temperatura”. 

In Toscana, a Caiarossa, Francesco Villa, enologo della cantina biodinamica: "A Caiarossa, il 2026 è stato caratterizzato da un inverno particolarmente piovoso, che ha consentito di ricostituire le riserve idriche del terreno. Dopo un germogliamento anticipato favorito dal caldo di marzo e aprile, la stagione ha vissuto una fase più equilibrata grazie alle abbondanti piogge di maggio e a un inizio giugno relativamente fresco. Con l'avvio dell'estate, tuttavia, le temperature hanno subito una rapida impennata, raggiungendo punte di 39°C, mentre la scarsità di precipitazioni si è protratta fino ad agosto. Queste condizioni hanno accelerato il ciclo vegetativo e portato a una vendemmia anticipata. La raccolta, iniziata già ad agosto con le varietà a bacca bianca, si è poi protratta fino alla fine di settembre con gli ultimi rossi. Le rese risultano leggermente inferiori alla media, ma la qualità delle uve appare molto promettente, con risultati particolarmente positivi per Syrah e Merlot". 

Si giunge in Calabria, con Paolo Librandi di Librandi: "La vendemmia 2026 nel Cirotano è stata nel complesso molto soddisfacente. Dopo tre anni difficili per problematiche differenti (peronospora, siccità e gelate rispettivamente), quest'anno l'andamento è stato molto più favorevole. Un autunno e un inverno molto piovosi hanno permesso alle viti di accumulare abbondanti riserve che hanno supportato un'ottima ripresa vegetativa ed un buon peso medio dei grappoli. Solo il caldo inusuale della seconda metà di agosto ha comportato un calo ponderale di peso soprattutto nelle zone collinari e argillose. Di contro la qualità è stata diffusamente elevata. I bianchi precoci non hanno sofferto affatto la siccità estiva, che ha interessato soprattutto le uve rosse, caratterizzate però da maturazioni perfette in presenza di un elevato grado zuccherino". 

Approdando in Sicilia, precisamente sui versanti etnei, ecco la voce di Benanti: “L'inverno freddo e molto piovoso e la primavera asciutta e soleggiata hanno creato i presupposti per una grande annata - sottolineano Antonio e Salvino Benanti - sia a livello di resa che di qualità delle uve. L'estate particolarmente calda ha portato a maturazioni anticipate e a concentrazioni zuccherine superiori rispetto all'annata precedente, mitigate poi dalle piogge di settembre. Le temperature già in evidente calo e le giornate soleggiate previste per la prima metà di ottobre ci permetteranno di ultimare nel migliore dei modi le operazioni di raccolta, facendo "calare il sipario" su una vendemmia pienamente positiva sia quanto a resa, che quanto a qualità delle uve”. 

Infine, alle Eolie, a Lipari, Massimo Lentsch di Tenuta di Castellaro: "La vera nota d'eccellenza di questa annata risiede nella qualità delle uve raccolte. Il microclima unico di Lipari, con le costanti brezze marine, le importanti escursioni termiche tra il giorno e la notte e la peculiarità dei suoli vulcanici, ha protetto i grappoli, mantenendoli perfettamente sani e concentrati. La resilienza di vitigni autoctoni come il Corinto Nero e la Malvasia delle Lipari, insieme alla scelta dell’alberello come sistema di allevamento per tutte le nostre vigne, ci ha permesso di portare in cantina uve sane e di altissimo profilo. Ci aspettiamo da questa annata vini estremamente espressivi, di grande intensità aromatica, con quella profonda traccia minerale e salina che da sempre caratterizza i vini di Tenuta di Castellaro". 

 

 

 

 

 

 

 

 

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