L’agricoltura toscana ha bisogno di una svolta

Ricambio generazionale, meno burocrazia. Le proposte di Confcooperative
Settore per settore, dal vino al grano, dall’olio ai formaggi, dai fiori alla pesca l’agricoltura toscana sembra incontrare gli stessi problemi, aggravati da fenomeni che non possono più essere definiti occasionali. Aumento dei costi, cambiamento climatico, incertezza geopolitica pesano sul settore, la cooperazione agroalimentare toscana che rappresenta un settore fondamentale del comparto chiede meno burocrazia e incentivi per il ricambio generazionale. Le proposte sono state avanzate nel corso di un incontro promosso da Confcooperative Agroalimentare e Pesca al quale ha partecipato anche l’assessore regionale all’agricoltura Leonardo Marras. Ecco l’analisi per singolo settore con le proposte avanzate da Confcooperative:
VITIVINICOLO
Il settore vitivinicolo risente di consumi in diminuzione, ma di un'offerta in crescita. Le giacenze nazionali, nel corso del 2025 sono aumentate di oltre il 7% rispetto all'anno precedente, ma rispetto al 2024 il valore delle esportazioni è diminuito di oltre il 3%. L'avvio del 2026 ha registrato una contrazione delle esportazioni extra UE superiore al 10% e un calo del valore esportato a gennaio del 18,7%.
“L'aumento delle giacenze immobilizza liquidità, la riduzione dei prezzi comprime la remunerazione dei soci conferitori e rende sempre più difficile programmare gli investimenti. A ciò si aggiungono gli incrementi dei costi energetici, dei fertilizzanti, della logistica e della manodopera, oltre agli effetti sempre più frequenti dei cambiamenti climatici” dice Nucci.
Confcooperative propone di intervenire nel medio periodo con la sospensione temporanea delle nuove autorizzazioni di impianto per un arco temporale di tre anni, il rafforzamento del ruolo dei Consorzi di tutela nella programmazione produttiva, la revisione delle rese produttive, adeguandole all'effettiva domanda di mercato, applicare un maggiore controllo delle riclassificazioni tra denominazioni; completare l'allineamento dello schedario viticolo e della piena interoperabilità con il Sian, attivare da subito la distillazione di crisi e finanziare adeguatamente la vendemmia verde.
“Nel medio-lungo periodo risulta invece indispensabile costruire un vero Piano Strategico Nazionale del vino, sul modello francese” conclude Nucci.
CEREALICOLO
Nel comparto cerealicolo le aziende hanno dovuto sostenere un forte incremento dei costi di produzione, dovuto all'aumento del prezzo di fertilizzanti, sementi, carburanti, energia e mezzi tecnici. A fronte di costi elevati, il mercato continua a riconoscere prezzi spesso insufficienti a coprire i costi di produzione.
“Occorre accompagnare il settore con politiche mirate che favoriscano gli investimenti nell'innovazione, nell'agricoltura di precisione, nella gestione efficiente della risorsa idrica e nella ricerca di nuove varietà più resistenti agli stress climatici. Allo stesso tempo è necessario valorizzare le produzioni cerealicole di qualità e rafforzare le filiere regionali, affinché agli agricoltori venga riconosciuto un prezzo più equo, in grado di garantire redditività e continuità produttiva” afferma Nucci.
OLIVICOLTURA
Gli effetti dei cambiamenti climatici stanno rendendo sempre più difficile programmare le produzioni: gelate tardive, lunghi periodi di siccità, ondate di calore e precipitazioni intense incidono sulla fioritura, sull'allegagione e sulla resa in olio, determinando forti oscillazioni da un'annata all'altra sia in termini quantitativi sia qualitativi. A queste criticità si aggiunge l'aumento dei costi di produzione. La gestione degli oliveti toscani, spesso caratterizzati da impianti tradizionali in collina e da una limitata meccanizzazione, richiede un elevato impiego di manodopera. L'incremento dei costi del lavoro, dell'energia, dei fertilizzanti e dei mezzi tecnici ha ridotto significativamente la redditività delle aziende, in particolare di quelle di piccole e medie dimensioni. Un ulteriore elemento di difficoltà è rappresentato dalla forte concorrenza internazionale.
Confcooperative propone di sostenere gli investimenti destinati alla modernizzazione degli oliveti e dei frantoi, favorire l'adozione di tecnologie per il risparmio idrico e l'agricoltura di precisione, incentivare il recupero degli oliveti abbandonati e sostenere il ricambio generazionale e promuovere il consumo e la valorizzazione dell'olio extravergine di oliva toscano.
LATTIERO CASEARIO
In Toscana si assiste a una costante e progressiva chiusura delle stalle e alla riduzione dei capi allevati, emorragia compensata solo in parte dall'aumento delle dimensioni medie delle aziende superstiti.
“C'è poi l'emergenza predazioni. Nelle nostre zone pascolive, la pressione costante della fauna selvatica provoca continue perdite di capi, spese insostenibili e uno stress gestionale che spinge all'abbandono delle attività” dice Nucci che . propone alla Regione di introdurre politiche strutturali capaci di dare prospettiva economica e sicurezza agli allevatori, tra cui una difesa attiva e concreta dal rischio predazione, la promozione di contratti di filiera e innovazione tecnologica.
FORESTALE
Con oltre 1,2 milioni di ettari di bosco, che coprono circa il 50% della superficie regionale, la Toscana è tra le regioni italiane con la maggiore estensione forestale. Gran parte dei boschi toscani è frammentata in piccole proprietà private, spesso prive di una gestione attiva e continuativa, con conseguente aumento dell'abbandono e riduzione della capacità produttiva delle superfici forestali. Negli ultimi anni, l'alternanza di lunghi periodi di siccità e di eventi meteorologici estremi aumenta il rischio di incendi, dissesto idrogeologico e diffusione di fitopatie e parassiti. A ciò si aggiungono i danni provocati dalla fauna selvatica e dalle tempeste di vento e l'aumento dei costi di carburanti, mezzi meccanici, manutenzione e manodopera.
“Occorre sostenere gli investimenti nella meccanizzazione delle imprese forestali, nella formazione degli operatori e nella sicurezza sul lavoro, oltre a valorizzare maggiormente il legno toscano e le filiere locali, incentivando il suo impiego nell'edilizia, nell'arredo e nella bioeconomia. Particolare attenzione dovrà essere riservata allo sviluppo della filiera foresta-legno-energia, promuovendo l'utilizzo delle biomasse” afferma Confcooperative Toscana.
FLOROVIVAISMO
L'aumento dei costi di produzione – energia, fertilizzanti, contenitori, torba, substrati, fitofarmaci, trasporti e manodopera – ha inciso significativamente sulla competitività delle imprese, soprattutto di quelle maggiormente orientate ai mercati internazionali.
A queste difficoltà si aggiungono gli effetti dei cambiamenti climatici. “E' necessario favorire gli investimenti nell'innovazione tecnologica, nell'automazione dei processi produttivi, nell'efficienza energetica e nella gestione sostenibile della risorsa idrica. Occorre inoltre rafforzare la ricerca e il monitoraggio fitosanitario, semplificare le procedure amministrative e potenziare gli strumenti di promozione internazionale del vivaismo toscano, valorizzando il marchio di qualità e l'elevata professionalità delle imprese. Particolare attenzione dovrà essere riservata anche alla formazione e al ricambio generazionale, per garantire alle aziende competenze adeguate alle sfide dell'innovazione e della transizione ecologica”.
PESCA
Anche il settore ittico affronta un aumento dei costi, cui si aggiungono le limitazioni imposte dalla normativa europea sulla gestione dello sforzo di pesca nel Mediterraneo, e la crescente diffusione del granchio blu.
“Per garantire un futuro al comparto è necessario accompagnare la transizione del settore attraverso interventi mirati, tra cui: sostegno al reddito delle imprese maggiormente colpite dall'aumento dei costi e dalle restrizioni dell'attività di pesca; rifinanziamento delle misure di compensazione per le emergenze ambientali, a partire dai danni causati dal granchio blu; valorizzazione del pesato locale, ricambio generazionale e semplificazione amministrativa” conclude Nucci.
"Ho partecipato volentieri a questo confronto e ringrazio Confcooperative per il contributo offerto. Sono stati affrontati temi di grande attualità, che saranno anche al centro della prossima Conferenza regionale dell’agricoltura - afferma l’assessore regionale all’Agricoltura Leonardo Marras -. È fondamentale preservare e rafforzare il modello sociale dell’agricoltura toscana, costituito in larga parte da piccoli imprenditori agricoli: un patrimonio economico, sociale e territoriale che può trovare maggiore solidità all’interno di forme organizzate e strutturate di collaborazione, come quelle che il sistema cooperativo sa realizzare. La nuova proposta di legge regionale sull’agricoltura, approvata dalla Giunta, si muove proprio in questa direzione: costruire un quadro organico capace di ridurre la burocrazia inutile, rafforzare legalità e innovazione, valorizzare le specificità territoriali e accompagnare il ricambio generazionale. La Regione continuerà quindi a confrontarsi anche con il mondo della cooperazione per costruire risposte mirate alle diverse filiere e consolidare la competitività e il futuro dell’agricoltura toscana".





