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L’Italia, regina europea dei pomodori

Pubblicato il
27 Settembre 2025
Luca Aterini
DI Luca Aterini

Il nostro Paese è sul podio dei principali produttori europei di frutta e vegetali freschi. Un primato che la crisi climatica mette a rischio

Nel 2024 l’Unione europea ha raccolto 62,2 milioni di tonnellate di ortaggi freschi, con un incremento del 6% rispetto ai 58,8 milioni di tonnellate del 2023. A trainare la produzione sono soprattutto Spagna (14,8 milioni di tonnellate), Italia (13,9 milioni) e Francia (5,8 milioni), che insieme coprono il 55% del raccolto complessivo.

In base ai nuovi dati diffusi dall’Ufficio statistico europeo (Eurostat) l’Italia si conferma leader indiscussa sul fronte del pomodoro: nel 2024 ha prodotto il 36% del totale europeo, seguita da Spagna (27%) e Portogallo (10%). A livello comunitario la produzione di pomodori ha raggiunto quota 16,8 milioni di tonnellate, in crescita del 5% sull’anno precedente.

Crescono anche altri raccolti strategici per l’agroalimentare europeo: le carote hanno toccato i 4,7 milioni di tonnellate (+6%) con Germania (18%), Francia (14%) e Polonia (12%) come principali produttori; le cipolle hanno raggiunto i 7 milioni di tonnellate (+11%), con i Paesi Bassi al primo posto (26%), davanti a Spagna (20%) e Germania (12%).

Sul fronte della frutta, l’Ue ha raccolto 24,3 milioni di tonnellate nel 2024, pari al 2% in meno rispetto al 2023. Anche qui l’Italia guida la classifica insieme a Spagna e Polonia: i tre Paesi hanno prodotto complessivamente il 57% del totale. In particolare, il nostro Paese ha garantito 5,4 milioni di tonnellate, davanti a Spagna (4,3 milioni) e Polonia (4,1 milioni).

Tra i frutti più rilevanti, le mele restano la coltura principale con 11,6 milioni di tonnellate (-4% rispetto al 2023), provenienti soprattutto da Polonia (29%), Italia (21%) e Francia (17%). Sul fronte delle pere, la produzione Ue ha raggiunto 1,9 milioni di tonnellate (+2%), con l’Italia al primo posto (24%), seguita da Paesi Bassi (17%) e Belgio (15%). Ancora più concentrata la produzione di pesche, dove Spagna (37%), Italia (33%) e Grecia (21%) hanno coperto insieme il 91% del totale europeo, in crescita del 2% sul 2023.

L’Italia, dunque, non solo si conferma la regina europea del pomodoro, ma anche uno dei principali protagonisti nella produzione di frutta fresca, dalle mele alle pere fino alle pesche, contribuendo in modo determinante al paniere agricolo dell’intera Unione europea. 

La crisi climatica in corso minaccia però direttamente la quantità e la qualità delle produzioni agricole, in Europa ma soprattutto in Paesi come l’Italia che si affacciano sul Mediterraneo, che rappresenta un vero e proprio hot spot del riscaldamento globale: agire per abbandonare rapidamente la prima causa del cambiamento climatico – ovvero i combustibili fossili –, in favore di efficienza energetica, impianti rinnovabili ed economia circolare, rappresenta una priorità per mantenere sostenibile nel tempo l’attività agricola nazionale. 

Luca Aterini

Luca Aterini

Luca Aterini, toscano, nasce settimino il 1 dicembre 1988. Non ha particolari talenti ma, come Einstein, si dichiara solo appassionatamente curioso: nel suo caso non è una battuta di spirito. Nell’infanzia non disegna, ma scarabocchia su fogli bianchi un’infinità di mappe del tesoro; fonda il Club della Natura, e prosegue il suo impegno studiando Scienze per la pace. Scrive da sempre e dal 2010 per greenreport, di cui è oggi caporedattore.

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