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Rigore giapponese e calore italiano

Pubblicato il
03 Luglio 2025
Redazione Golagioconda
DI Alessandra Meoni

Takuya Sato da Osaka al Casentino innamorato della cucina e dello stile di vita 

Ci sono viaggi che iniziano con un sogno e finiscono per diventare realtà. Quello di Takuya Sato parte da Osaka, dove la cucina è una tradizione di famiglia e arriva fino in Italia, dove il suo talento si fonde con la cultura gastronomica che ama da sempre.

Figlio d’arte, Takuya cresce tra i fornelli della trattoria dei suoi genitori. Fin da giovane sviluppa una grande passione per la cucina italiana. Affascinato dai suoi sapori e dalla sua storia, inizia a proporre piatti italiani nel ristorante di famiglia. Un esperimento che dura un anno, fino a quando il padre gli chiede di tornare alla tradizione locale. Ma l’amore per l’Italia è un seme ormai radicato e così dieci anni fa Takuya decide di partire. E’ la svolta per lui, decide di verificare di persona se i piatti italiani che cucina in Giappone sono davvero autentici. Vuole vedere con i propri occhi, assaggiare, comprendere nel profondo cosa renda la cucina italiana così unica e arriva in Italia. Il suo viaggio lo porta prima a Orvieto, poi a Latina e infine a Firenze, dove incontra Simone Cipriani, chef innovativo e punto di riferimento per la sua crescita. Gli piace il suo stile. Lavora con lui nel ristorante Essenziale per sei mesi, affinando tecnica e visione.

Dopo l’esperienza di Firenze Takuya sceglie di compiere un passo coraggioso: apre la sua trattoria a Castelfiorentino, lontano dai riflettori della grande città. Un cambiamento importante che lo porta a confrontarsi con una realtà più intima e raccolta. La sua è una cucina raffinata, ma senza eccessi. Qui trova il suo equilibrio perfetto: una cucina gourmet ma accessibile, che non scivola nel fine dining e nemmeno nella semplicità estrema. Piatti curati, menù degustazione e un’attenzione particolare alla qualità delle materie prime.

L’evoluzione per lui continua a Stia, al ristorante Kaima nel territorio del Casentino, terra di eccellenze gastronomiche. Qui porta avanti la sua filosofia: piatti italiani tradizionali realizzati con tecnica giapponese, lavorando su fermentazioni, cotture delicate e un’esaltazione della materia prima che fonde due culture in un unico linguaggio.

Nonostante il suo percorso internazionale, i piatti che più ama rimangono due grandi classici italiani: la carbonara e la parmigiana di melanzane, rigorosamente “fritta”. Due ricette diverse, una legata alla tradizione romana, l’altra profondamente mediterranea, ma accomunate dalla stessa intensità di sapore e dalla capacità di raccontare il cuore della cucina italiana.

Oltre alla cucina, c’è un altro aspetto dell’Italia che ha conquistato Takuya Sato: la famiglia, il concetto di famiglia italiana, i gesti, gli abbracci le parole amorevoli che si dicono sono diverse da quelle giapponesi, “noi siamo più timidi” racconta. Qui invece il calore si sente, ti avvolge. Un calore che mette e che ritrova ogni giorno nella cucina del suo ristorante.

E forse è proprio questo che rende la sua cucina così speciale: non è solo una questione di tecnica o ingredienti ma di emozione. Nei suoi piatti c’è il rigore giapponese, la precisione ma anche quel calore tutto italiano che ha sempre amato ma che ha imparato ad amare ancora di più quando è arrivato in Italia. Oggi la cucina di Takuya è l’incontro perfetto tra le due culture. Un link invisibile tra Giappone e Italia con il suo cuore al centro.

Kayma' Lounge Bar & Restaurant
 Via Roma, 33, 52017 Stia AR

 

Redazione Golagioconda

Alessandra Meoni

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