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Schiavi o lavoratori?

Pubblicato il
09 Febbraio 2026
Redazione Golagioconda
DI Redazione Golagioconda

Tra le province di Siena e Grosseto in migliaia vittime del caporalato

Olio e vino, solo per stare ai due prodotti più celebrati del made in Tuscany, semplicemente non esisterebbero senza il lavoro di immigrati stranieri. I numeri relativi solo ai lavoratori impiegati regolarmente parlano di circa 24.000 occupati che hanno garantito nel 2024 oltre 3 milioni di giornate di lavoro. Ma per un lavoratore straniero regolare quanti sono gli irregolari? Impossibile dirlo. Nei giorni scorsi la Commissione parlamentare d’inchiesta del Senato sulle condizioni di lavoro in Italia è stata a Siena dove ha incontrato i sindacalisti della Flai Cgil che nelle province di Grosseto e Siena hanno fatto un lavoro di ricerca per portare alla luce lo sfruttamento di mano d’opera straniera in quelle campagne. Il sindacato  ha presentato i dati drammatici raccolti: centinaia di lavoratori incontrati all’alba tra la Valdichiana senese e il versante grossetano dell’Amiata. Pagati pochi euro l’ora da aziende senza terra che non hanno superficie agricola e struttura imprenditoriale ma si occupano solo di smistare manovalanza. Come compenso questi lavoratori ricevono buste paga falsate, importi girati da una carta ricaricabile all’altra e che variano in base a gerarchie, conoscenza della lingua, capacità di guida, ordine di arrivo in Italia, rivelando un sistema di sfruttamento capillare che si maschera di una finta legalità. In soli tre giorni, raccontano alla Cgil,  abbiamo incontrato oltre 1200 lavoratori. Si tratta di lavoratori provenienti soprattutto dal Bangladesh che escono la mattina prestissimo, principalmente, dai centri di accoglienza per ritrovarsi in punti di raccolta, smistati poi con furgoni e autobus verso vigne e oliveti. «Per contrastare il caporalato è necessario definire indici di coerenza capaci di verificare la corrispondenza tra le ore o giornate di lavoro dichiarate con la reale capacità produttiva dell’azienda – dice Mirko Borselli segretario generale Flai Cgil Toscana – serve anche una risposta sui trasporti dedicati e sulle politiche dell’abitare. Tutti questi aspetti sono già previsti dalla legge 199 che va resa esecutiva in tutte le sue parti».

 

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