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Un ristorante non è per sempre

Pubblicato il
06 Agosto 2018
Maurizio Izzo
DI Maurizio Izzo

Consigli, non richiesti, ai giovani cuochi.

Non so se sono responsabile della scelta di mio figlio di fare il cuoco. Avrà respirato l’aria di una casa dove si è sempre cucinato e mangiato bene, sarà stato lo spirito del nonno chef o forse, più prosaicamente, la poca voglia di studiare. Fatto è che me lo sono ritrovato cuoco. E allora inevitabilmente guardo con più attenzione i giovani cuochi. Li guardo mentre lavorano, cerco di interpretare desideri e aspirazioni e siccome sono un vecchio un po' palloso, non posso fare a meno di dare qualche consiglio. Fate un bel lavoro, l’altra sera parlando con uno chef concordavamo che è uno dei pochi mestieri che ti consente di cambiare vita quando vuoi. Se sai fare uno spaghetto a pomodoro come si deve, all’estero un lavoro lo trovi sempre. Non tutti possono fare altrettanto. Ma, ci sono tanti ma. E’ un lavoro faticoso, purtroppo di moda e di conseguenza di voi è facile approfittarsi. Che posso dirvi? Mettetecela tutta, in cucina non ci si risparmia ma guardatevi sempre e comunque intorno. Non c’è solo la cucina. Il giorno libero (esigetevelo, non siete schiavi!) spendetelo bene, siete stanchi si ma dormire non è tutto. Uscite, meglio se con qualcuno che fa un altro lavoro, fate una passeggiata (la cucina è l’anticamera del mal di schiena), distraetevi. E siate curiosi, a 20 anni poco più, niente è per sempre, sopratutto quel ristorante.

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo, giornalista, figlio di un cuoco e padre di un cuoco. Mi sono salvato dalle cucine ma non dalla passione per il cibo. Che mi piace anche raccontare.

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