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TAG: Cucina sostenibile e bio

Idee e riflessioni su come mangiare bene rispettando l’ambiente: biologico, filiera corta, stagionalità e innovazioni green.
19 Maggio 2026

Buono e Bio in Festa si avvicina: ecco cosa ci aspetta

Si avvicina l'appuntamento che più di ogni altro mette il cibo biologico al centro di una conversazione pubblica e popolare. Buono e Bio in Festa, promossa da FederBio, Slow Food Italia e Roma Capitale — con la media partnership di Gola Gioconda — in programma all'Orto Botanico della Capitale il 6 e 7 giugno 2026.

L'idea di fondo è tanto semplice quanto necessaria: cambiare il modo in cui ci rapportiamo al cibo è possibile, ma serve un luogo dove questo cambiamento diventi visibile, godibile e alla portata di tutti. Scegliere prodotti biologici, coltivati senza sfruttamento e nel rispetto dei ritmi della terra, non è un lusso per pochi — è una direzione percorribile. Buono e Bio in Festa esiste per dimostrarlo.

Il programma è pensato per farlo in modo concreto. Oltre al mercato dei produttori e ai dibattiti istituzionali, la manifestazione ha un'anima ludica e partecipativa. C'è la Sfida Bio: assaggi alla cieca dove chi riesce a riconoscere un prodotto biologico dal gusto se lo porta a casa. Un modo divertente per scoprire che la differenza si sente davvero. Il Villaggio del Bio ospiterà invece le aziende della trasformazione biologica, con degustazioni, distribuzione di campioni e un orto didattico per scoprire da vicino la filiera. Spazio anche al benessere e alla cosmesi naturale, a riprova che il biologico è uno stile di vita prima ancora che una scelta alimentare.

Per le famiglie c'è il Baby Bio Park, con laboratori sempre attivi e una caccia al tesoro sul tema del cibo bio, pensata per far imparare giocando — bambini e genitori insieme.

A fare da sfondo è l'Orto Botanico: non una location qualunque, ma un luogo che da secoli custodisce biodiversità e conoscenza nel cuore di Roma. Una cornice coerente, non solo scenografica.

15 Ottobre 2025

Cucina antispreco: consigli e ricette per non buttare nulla

Ridurre gli sprechi in cucina non è solo una buona abitudine: è un gesto concreto di sostenibilità. Ogni anno, in Italia, finiscono nella spazzatura oltre 30 kg di cibo a persona. Ma molti di questi “scarti” sono in realtà risorse preziose, capaci di dare vita a nuove ricette, risparmiare denaro e rispettare l’ambiente. La cucina antispreco, o zero waste, nasce proprio da questa consapevolezza: utilizzare tutto ciò che si acquista, valorizzando ogni ingrediente. Il segreto sta nella pianificazione. Fare la spesa con una lista precisa, scegliere prodotti locali e stagionali, e controllare le scadenze permette di evitare acquisti inutili e ridurre gli sprechi già a monte.

Altro punto chiave è la conservazione intelligente. Frutta e verdura si mantengono più a lungo se conservate in contenitori traspiranti o avvolte in panni di cotone umidi; il pane raffermo può diventare pangrattato o crostini; erbe aromatiche e bucce di agrumi possono essere essiccate per creare infusi o condimenti profumati. Anche il freezer è un alleato strategico: porzionare e congelare avanzi o sughi pronti consente di avere sempre pasti pronti evitando di buttare nulla.

La cucina antispreco è anche un modo per riscoprire la tradizione: molte ricette popolari italiane nascono proprio dal riuso degli avanzi, come la ribollita toscana o la frittata di pasta napoletana. Oggi queste pratiche tornano attuali, sostenute da chef e food blogger che sperimentano con gusto e creatività.

E per mettere subito in pratica lo spirito zero waste, ecco una ricetta antispreco veloce: pesto di ciuffi di carote. Nel bicchiere del frullatore a immersione metti delle mandorle, delle noci, uno spicchio d’aglio e le foglie delle carote; aggiungi olio evo, un bel pizzico di sale e un paio di cucchiai di acqua. Frulla finché tutti gli ingredienti sono ben amalgamati: puoi utilizzare questo pesto per condire la pasta o puoi spalmarlo su dei crostini abbrustoliti.

Scegliere di cucinare senza sprechi non è solo un trend, ma una forma di rispetto: per il cibo, per chi lo produce e per il pianeta. Con un po’ di organizzazione e fantasia, ogni cucina può diventare davvero zero waste.

04 Febbraio 2026

Farine alternative: insetti, alghe e altre innovazioni in cucina

Le farine alternative stanno conquistando spazio nelle cucine e nell’industria alimentare, spinte da esigenze di sostenibilità, sicurezza alimentare e nuovi stili nutrizionali. Tra le più discusse ci sono quelle a base di insetti, alghe e legumi, ingredienti che promettono benefici interessanti ma richiedono anche consapevolezza nel loro utilizzo.

Le farine di insetti, come grilli o larve di Tenebrio molitor, sono ricche di proteine ad alto valore biologico, vitamine e minerali, con un impatto ambientale nettamente inferiore rispetto alle fonti animali tradizionali. In Europa il loro consumo è regolato dal Regolamento Novel Food, che ne autorizza l’uso solo in specifiche forme e con etichettatura chiara, anche per tutelare chi soffre di allergie.

Le alghe, invece, offrono un profilo nutrizionale unico: contengono iodio, fibre, antiossidanti e proteine. Le farine di alghe si usano soprattutto in prodotti da forno, pasta e snack, aggiungendo sapore umami e colore naturale. Anche qui la normativa europea ne disciplina provenienza e quantità, per garantire sicurezza e qualità.

Più familiari sono le farine di legumi, come ceci, lenticchie e piselli. Senza glutine, ricche di proteine vegetali e fibre, sono ideali per chi segue diete vegetariane o cerca alternative più digeribili. Possono sostituire in parte le farine tradizionali in pane, dolci e impasti salati.

Tra curiosità, vantaggi nutrizionali e regole precise, le farine alternative rappresentano una frontiera concreta del cibo del futuro: innovativa, ma sempre più presente nel quotidiano.