Skip to main content

Il Bio Dentro di Noi: la dieta biologica al centro della ricerca sulla salute

Cosa succede al nostro corpo se adottiamo una dieta mediterranea 100% biologica? Per rispondere a questa domanda, l’Università di Roma Tor Vergata ha lanciato uno studio unico in Europa: il progetto IMOD (Italian Mediterranean Organic Diet). I volontari hanno seguito un percorso che li ha portati a sostituire la dieta convenzionale con una biologica, consentendo ai ricercatori di analizzare l’impatto sui loro parametri di salute.

Tra gli aspetti studiati spiccano il microbiota intestinale, la composizione corporea e l’impatto ambientale della dieta. L’assenza di pesticidi e la maggiore concentrazione di nutrienti dei cibi bio sembrano avere effetti positivi su benessere, prevenzione di malattie e sostenibilità.

La campagna “Il Bio dentro di noi”, promossa da FederBio, AssoBio e altre realtà del settore, nasce per raccontare i risultati di questa ricerca innovativa. I primi dati verranno presentati il 26 novembre alla Camera dei Deputati, con l’obiettivo di aprire il dibattito sull’importanza dell’alimentazione biologica per la salute e il pianeta.

Un esperimento che punta a valorizzare la dieta mediterranea bio non solo come scelta nutrizionale, ma come modello di vita più sano e sostenibile.

Il Prosciutto di San Daniele verso il futuro: un impianto innovativo per una produzione sostenibile

Il nuovo impianto per il recupero e la valorizzazione degli scarti salini del Prosciutto di San Daniele è pronto a partire. Da gennaio 2025, sarà operativo nei pressi del distretto produttivo di San Daniele del Friuli, segnando un passo importante verso una produzione ancora più rispettosa dell’ambiente.

Questo progetto rappresenta un’evoluzione significativa per il Consorzio del Prosciutto di San Daniele, che da anni si impegna per garantire qualità e rispetto per il territorio. Dal 2019, con l’introduzione di un modello di sostenibilità e il recente aggiornamento del Disciplinare nel 2023, il Consorzio ha dimostrato un impegno concreto verso pratiche più responsabili, come l’economia circolare. Il nuovo stabilimento, costruito a Trasaghis (Udine), permette di gestire autonomamente il trattamento di sale esausto e salamoie, materiali precedentemente inviati in impianti lontani.

Questo significa una drastica riduzione delle emissioni di CO2 (circa il 90%) e dell’impatto logistico. La salamoia sarà trattata per separare sale e impurità, mentre il sale recuperato avrà nuovi impieghi, come la concia delle pelli o l’uso come antigelo stradale.

Grazie a una progettazione avanzata, il sito è anche energeticamente efficiente, con un sistema di cogenerazione che coprirà gran parte del fabbisogno. Inoltre, è stato costruito in un’area già urbanizzata, evitando consumo di nuovo suolo.

Oltre a ridurre l’impatto ambientale, l’impianto porterà benefici economici e occupazionali alla zona, posizionandosi come esempio europeo di innovazione sostenibile.