Agli americani vendevano anche alcolici e ora?
Il 13% della produzione va negli Stati Uniti ma anche il mercato nazionale rallenta
Whisky no, ma grappa, gin e amari di ogni tipo più una serie di bevande alcoliche tradizionali hanno negli ultimi anni conquistato i mercati esteri e anche quello americano tanto che in un decennio il valore dell’export è triplicato arrivando a 1,8 miliardi di euro nel 2024 e anche i primi tre mesi del 2025 registrano un +3,1% rispetto all’anno precedente. Ora si aspetta di capire che effetto avranno i dazi al 15% sui prodotti destinati al mercato americano. La preoccupazione dei produttori è legittima, non solo per il peso dell’export, ma anche perché il mercato italiano è invece in contrazione, - 4,3% nel 2024 con l’eccezione di alcuni prodotti come il gin che invece risulta trainato dal fenomeno della mixology. In Italia risultano in calo in particolare gli alcolici tradizionali a vantaggio di prodotti a basso contenuto di alcol, ai ready to drink e ai prodotti per mixology.
Fonte Nomisma