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Con il caldo un cantiere si ferma e la cucina?

Pubblicato il
19 Agosto 2026
Maurizio Izzo
DI Maurizio Izzo

Non esiste una temperatura massima oltre la quale il lavoro in cucina debba essere sospeso.

Durante le tante ondate di calore di questa estate il lavoro nei cantieri, sulle strade, in condizioni di particolare esposizione al calore è stato sospeso. O almeno questo consentiva il Decreto Legislativo 81/2008 ripreso e integrato da varie ordinanze regionali. Ma in quel decreto ci si limita a indicare generiche condizioni adeguate, senza stabilire una soglia sulla temperatura. E il mestiere del cuoco non è riconosciuto tra i lavori usuranti. È quanto fa notare Restworld, piattaforma specializzata nel mercato del lavoro della ristorazione, che da inizio agosto ha ricevuto centinaia di segnalazioni dalle cucine professionali di tutta Italia: le immagini, inviate direttamente da cuochi e ristoratori, mostrano termometri che registrano temperature estreme durante il servizio, arrivando anche fino a 51,4 gradi documentati nella zona del cosiddetto pass. E diverse testimonianze dichiarano picchi anche superiori. L'agenzia lancia, in una nota, un appello al Ministero del Lavoro e al Mimit per istituire un fondo per mettere in sicurezza le strutture. "La gestione del rischio viene affidata alle singole valutazioni aziendali", sottolinea Luca Lotterio, founder di Restworld. secondo il quale "il riconoscimento del lavoro in cucina come attività usurante è una riflessione che il Paese dovrebbe iniziare ad affrontare. È una battaglia che può unire lavoratori e ristoratori seri, perché entrambi hanno interesse a rendere le cucine luoghi di lavoro più sicuri e sostenibili". 

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo, giornalista, figlio di un cuoco e padre di un cuoco. Mi sono salvato dalle cucine ma non dalla passione per il cibo. Che mi piace anche raccontare.

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