Bufale e aerei

Sarà l'Expo, sarà la retorica del "Made in Italy" ma mi è tornata in mente una storia. Sarà sempre valida?
Qualche anno durante un viaggio in Cina, ci portarono a vedere una pizzeria italiana nel centro di Pechino. La gestiva un veronese molto intraprendente che in pochi anni aveva aperto questo e un altro locale. Da una parte ovviamente si era adeguato ai gusti cinesi e serviva piatti più o meno ispirati alla cucina locale, ma dall’altra aveva anche cercato di promuovere la cucina italiana, in questo caso quella napoletana, con l’utilizzo per quanto possibile di ingredienti originali. Grazie al volo diretto dell’Alitalia, Roma - Pechino, con conseguente servizio cargo, il nostro brillante imprenditore riceveva una volta alla settimana mozzarelle e pomodori freschi. Ci spiegò che il servizio era molto efficace e che l’importatore era riuscito anche a contenere le spese di spedizione. Insomma, nel centro di una megalopoli come Pechino c’era un posto dove tutte le sere si poteva mangiare una pizza pensando di essere sotto il Vesuvio. I cinesi gradivano, ma più ancora gradivano le migliaia di occidentali che abitano e frequentano la capitale cinese. Tutto bene dunque? Si fino a quando Alitalia, che era stata una delle prime compagnie europee ad attivare un collegamento diretto con Pechino decise, all’inizio del 2000, di chiuderlo. La compagnia di bandiera pensò infatti per cercare di raddrizzare i conti che facevano acqua da tutte le parti di tagliare proprio le rotte su cui gli altri si stavano lanciando. Il nostro imprenditore non avrebbe ricevuto più le mozzarelle di bufala dalla Campania e nemmeno i profumatissimi pomodori. Ma ecco che assieme alla ferale notizia si materializza la presenza di un nuovo importatore che garantisce mozzarelle e pomodori. Vengono dall’Australia, una volta la settimana, volano con Australian Airlines che guarda caso ha appena inaugurato un volo merci diretto su Pechino. Il nostro ristoratore a malincuore accetta. Poi assaggia anche. Un'altra cosa, proprio un'altra cosa. Ma che doveva fare?





