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Il ristorante rispetta l’ambiente? Scoprilo dal menù

Pubblicato il
14 Maggio 2026
Maurizio Izzo
DI Maurizio Izzo

Dieci suggerimenti per capire se è sostenibile per davvero

Diciamo subito che fare una scelta di responsabilità ambientale per un’azienda non è un obbligo, nemmeno per quelle di ristorazione. È però vero che la sostenibilità aziendale assume valore strategico ed economico oltre a quello etico. Succede che integrare pratiche ambientali migliora la reputazione dell’azienda, la sua efficienza e attrattività. Vale anche per la ristorazione? Certo che si, anzi dovrebbe valere ancora di più. Il vantaggio competitivo e di reputazione è immediato verso i consumatori e diventa un valore da esibire. L’ottimizzazione delle risorse vale per l’energia ma non solo, produce risparmi. Infine, insieme alla migliore reputazione arriva anche la capacità di essere più attrattivi anche verso i lavoratori e sappiamo essere questo uno dei grandi problemi della ristorazione oggi. In un ambiente sano che si fa cura anche del bene comune si lavora meglio. Ma quali sono i criteri che stanno dietro al concetto di sostenibilità ambientale? Qui ci vengono in aiuto i principi che sono alla base della certificazione che le aziende possono richiedere e che indicano in queste azioni quelle necessarie per potersi dire, davvero, sostenibili ambientalmente:

·      ridurre le emissioni inquinanti

·      utilizzare energie rinnovabili

·      diminuire l’impatto ambientale

·      contenere il consumo di acqua e delle altre risorse

·      smaltire correttamente i rifiuti

·      adottare soluzioni di economia circolare.

Tradotto tutto questo nell’attività di un ristorante come possiamo giudicare la sua attenzione all’ambiente? Alcune cose ce le dovrà dire il gestore e sicuramente se avrà fatto questa scelta sarà nel suo interesse comunicarcelo per le altre dovremo guardarci un po’ in giro, a partire dal menù. I prodotti di filiera corta di solito sono indicati con tanto di nome del produttore, ovviamente dovranno essere stagionali. La prevalenza dovrebbe essere data ai vegetali ma se si fa uso di carne vale il principio della prossimità e l’assicurazione che quella carne non viene da allevamenti intensivi. Per il pesce è più difficile ma anche qui se possibile dovrebbe trovare almeno il luogo di provenienza. La prevalenza verso i prodotti biologici va da sé. Infine, qualche suggerimento che è utile anche a prescindere dal rispetto dell’ambente: le porzioni? Devono esse giuste, l’eccesso genera spesso spreco e imbarazzo. Ridurre l’offerta del menù è davvero una scelta di buon senso e valorizza il ristorante, nessuna cucina di qualità può permettersi 15 primi e altrettanti secondi. Il resto lo fa anche il locale, aria condizionata solo se necessario e comunque al minimo, attenzione al packaging, acqua filtrata o comunque che non ha dovuto attraversare l’Italia per arrivare su quel tavolo.

Vi piacerebbe un ristorante cosi?

 

 

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo, giornalista, figlio di un cuoco e padre di un cuoco. Mi sono salvato dalle cucine ma non dalla passione per il cibo. Che mi piace anche raccontare.

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