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C’era una volta il bar

Pubblicato il
30 Ottobre 2025
Redazione Golagioconda
DI Redazione Golagioconda

In dieci anni quelli che hanno chiuso sono più di 20.000

Anche se sembra, soprattutto nelle città d’arte, che sia tutto un fiorire di esercizi commerciali che vendono cibo c’è una categoria che invece non se la passa bene: i bar. Durante un convegno della FIPE, l’associazione di Confcommercio, sono stati diffusi i numeri sulle chiusure degli esercizi: in dieci anni oltre 20.000 quelli che hanno tirato giù la saracinesca per sempre con una tendenza che nel corso degli anni è andata ad aggravarsi. Solo nei primi sei mesi del 2025 il saldo tra aperture e chiusure è negativo per 706 attività. Resta ovviamente un comparto importante che da lavoro a circa 400.000 persone (il 60% donne) con circa 128.000 imprese, ma lo scricchiolio è evidente. Se nelle città il problema è fronteggiare i costi, gli affitti in primo luogo, nei paesi il problema è il venir meno dell’utenza tradizionale. Il bar sarebbe ancora un luogo di incontro e convivialità ma la semplice somministrazione di caffè, bevande, panini e pasticceria non basta e conciliare costi e sostenibilità economica è sempre più difficile tanto che mediamente un nuovo esercizio chiude entro cinque anni nella metà dei casi. 

Andrea Illy ha sottolineato il valore culturale di questi luoghi: «I bar sono tra le attività con il maggior numero di contatti diretti con il pubblico, veri centri di cultura sociale e alimentare. Sono un patrimonio da tutelare e possono diventare un potente strumento di promozione dell’Italia nel mondo».

 

 

 

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