Chef Rubio ha un difetto

Può un cuoco parlare di politica?
Chef Rubio (Gabriele Rubini alla anagrafe) è un personaggio televisivo famoso. Cuoco, ex rugbista è da qualche anno il fortunato protagonista di una serie di programmi televisivi (“Unti e Bisunti va in onda dal 2013) e ora anche di un libro che, nel suo stile, racconta come e cosa si mangia al mondo. E’ famoso e ha un grande seguito, si potrebbe perfino dire che ha portato in tv uno stile, quello dell’assaggiatore impavido, curioso e coraggioso. Può piacere o no ma c’è di peggio. Ma Chef Rubio ha un difetto, non parla solo di cibo. Ogni tanto si lascia andare a commenti sull’attualità, perfino sull’economia, sulle disuguaglianze. In verità lo fa spesso ma forse il suo amatissimo pubblico “unto e bisunto“ non se n’era ancora accorto. Fino all’altro giorno quando ha osato farsi fotografare con due cuoche siriane e ha invitato Salvini a cena. Dice Chef Rubio che bisogna “schivare come un pugile alle corde ignoranza, razzismo e xenofobia“. Apriti cielo, il pubblico dei social pronto a osannarlo quando addenta improbabili frattaglie lo ha divorato. Tra i commenti riferibili “torna in cucina“, era meglio se stavi zitto“, “fai lo show man“, “ecco un altro Saviano“ etc… I commenti sono oltre 4.000 e pochi quelli che cercano di fermare la marea di odio e ingiurie. Bisogna essere un pugile molto agile per schivarle tutte chef, ma anche chi cucina ha diritto alle sue idee.





