Chef alla prova della sostenibilità

Al Festival del Recupero cucina d'autore e consapevolezza ambientale
Nel Festival del Recupero che da cinque anni si svolge nel cuore verde dell’Appennino Tosco-Romagnolo c’è un progetto di sostenibilità che non riguarda solo le cose ma anche le persone e i territori. È una storia che ha radici più lunghe del festival stesso, tutto nasce infatti da un’intuizione nel 2013 dell’Osteria della Sghisa di Faenza a cui segue la nascita di un’associazione, Tempi di Recupero, che oggi fa promozione sociale e opera per dare nuova vita a persone, pratiche e luoghi fragili, attraverso una rete attiva in tutta Italia e oltre 100 eventi realizzati.
Dal 29 al 31 agosto tutto questo ha dato vita in Romagna al
Festival del Recupero, un evento diffuso che intreccia cucina d’autore, gelati, vini e cocktail sostenibili, artigianato etico, consapevolezza ambientale e valorizzazione del territorio.
Particolarmente interessanti le Cene del Recupero che hanno visto all’opera chef e produttori alle prese con menù rigorosamente stagionali e legati al territorio. Noi abbiamo seguito la cena al ristorante “da Gorini” con gli chef Gianluca Gorini, Valerio Serino (Terra, Copenaghen), Fabio Ingallinera (Nazionale Vernante CN), Michele Di Carlo ( Gustosofo) e la gelatiera Cinzia Otri della gelateria La Passera
«Sono orgoglioso che anche quest’anno la rete di professionisti che aderiscono agli ideali dell’associazione Tempi di Recupero si riunisca in Romagna, territorio ricco di tradizioni e storia ma anche fragile. La grande novità è che il Festival sarà itinerante, per poter coinvolgere e valorizzare ulteriormente il territorio che ci ospita.» – spiega Carlo Catani, presidente di Tempi di Recupero. «Oltre agli appuntamenti consolidati come le cene, il mercato e l’enoteca, avremo nuovi appuntamenti: una speciale serata dedicata alla pizza d’autore, un pic-nic del recupero e una colazione sostenibile, in più saranno coinvolti diversi territori. Tante novità quindi, ma lo stesso spirito di condivisione, confronto e convivialità che ci contraddistingue».
Al Festival 2025 abbiamo dedicato una gallery fotografica con le foto di Luca Managlia
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