Come funziona Glovo

L’azienda sotto indagine per caporalato in Italia
Nel giro di un decennio l’industria delle consegne a domicilio è decollata, l’esempio più clamoroso è proprio quello di Glovo appena finita sotto indagine e commissariata in Italia per sfruttamento dei lavoratori. Glovo nasce a Barcellona nel 2014, l’investimento iniziale è di poco superiore ai 140.000 euro, nel giro di un anno l’azienda si espande a Madrid e Valencia. L’obiettivo è diventare una multinazionale e operare in tutta Europa, prima tappa Parigi, poi l’Italia. In Italia sbarca nel 2016 acquistando una start up milanese, Foodinho, l’amministratore unico è Pierre Miquel Oscar (ora indagato per caporalato) che si presenta garantendo “consegne di tutto ciò che serve entro un ora”. Dal 2022 l’intera Glovo fa parte del gruppo tedesco Delivery Hero.
L’accusa per l’amministratore unico Pierre Miquel Oscar è di caporalato così come per la stessa società. I 40.000 rider avrebbero ricevuto compensi inferiori all’81,62% rispetto alla contrattazione collettiva. L’azienda è stata messa sotto controllo giudizio, significa che un amministratore nominato del tribunale dovrà affiancare la direzione per evitare che simili fenomeni possano ripetersi. Ovviamente tutto dovrà essere convalidato e seguirà l’iter giudiziario, ma per la prima volta un’azione della magistratura interviene con forza su questo settore.
Glovo non è l’unico operatore in Italia, i tre player più grandi sono stati acquisiti da gruppi internazionali. L’ultima a diventare parte di un gruppo internazionale è stata Deliveroo, ora di proprietà della multinazionale americana DoorDash che opera in oltre 40 mercati. L’altro operatore è Just Eat che prima si è fuso con Takeaway e poi è stato acquisito dal gruppo Prosus. Nel 2024 il fatturato complessivo dei soggetti che operano in Italia ha sfiorato i 2 miliardi di euro.



