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Davvero è colpa dei giovani se si vende meno vino?

Pubblicato il
22 Gennaio 2025
Maurizio Izzo
DI Maurizio Izzo

Troppo facile dare la colpa ai millennials la crisi è un po' più complicata

I numeri, di solito non mentono, e quelli sul consumo di vino in Italia, e non solo, sono chiari. Da anni ormai assistiamo a un calo delle vendite con qualche eccezione a seconda delle tipologie ma con la conferma che il vino non rappresenta più quello che storicamente ha rappresentato. Nel cercare un colpevole, perché quando le cose non vanno bisogna sempre trovare un colpevole, si prova a gettare la croce addosso ai giovani e ai loro stili di vita. Bevono spritz, cocktail, bevande energetiche e giammai un bel calice di vino, men che mai rosso. C’è del vero ma bisogna anche ricordarci che in Italia i giovani tra i 18 e i 34 anni, quelli che per ovvie ragioni potrebbero interessarci in questo caso, rappresentano a mala pena il 17% della popolazione quando gli ultrasessantacinquenni sono quasi il doppio. E mentre la percentuale di primi cala a vista d’occhio i secondi saranno sempre di più. Anche dal punto di vista della capacità di spesa nella fascia tra i 18 e i 34 anni ci sono ancora studenti e poi tanto lavoro precario, tra i quasi anziani invece si annida la popolazione più alto spendente e in genere più attenta alla qualità della vita e allo svago.

La crisi ha quindi ragioni più complesse se è vero che non riguarda solo il vino ma un insieme di prodotti e di stili di vita che stanno cambiando, in questo si probabilmente i giovani sono dei precursori.

 

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo, giornalista, figlio di un cuoco e padre di un cuoco. Mi sono salvato dalle cucine ma non dalla passione per il cibo. Che mi piace anche raccontare.

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