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Il bio non basta più

Pubblicato il
11 Settembre 2019
Maurizio Izzo
DI Maurizio Izzo

Riflessioni a margine di Sana 2019

E’ la più grande fiera dedicata al biologico in Italia, una lunga storia che ha accompagnato la crescita e l’affermazione del biologico nel nostro paese. La seguiamo da tempo e in tempo per vederla radicalmente trasformata. C’è stata l’era pionieristica, quella dei pochi ma sicuri di sé, poi quella dei primi successi con le poche e selezionate aziende che cominciavano a far sul serio, poi l’esplosione con l’arrivo dei grandi marchi e della grande distribuzione. Niente di male. Oggi, numeri alla mano, il biologico è scelto da una gran parte delle famiglie italiane ed è venduto sopratutto nei supermercati. Ecco che allora anche il volto della grande fiera cambia. Stand sempre più grandi, la cosmetica che cresce a vista d’occhio fino a diventare una fiera dentro la fiera, aziende che non ti aspetteresti di trovare qui (le acque minerali per esempio) e poi appunto proprio quell’aria da grande fiera alimentare dove ti sembra si sia smarrito il senso e la mission. Ogni tanto te lo ricordano i cartelli e gli slogan, qui c’è “gente che ci mette la faccia” dicono. Ma ormai anche questo è uno slogan di cui si sono appropriati in troppi. E allora? Allora dopo aver reso omaggio al biologico per il grande cammino fatto fino a qui è ora di guardare oltre. Le colture bio sono cresciute in questi anni all’insegna della sottrazione, togliere la chimica, togliere i pesticidi, togliere i veleni. Non basta. Per quanto quella battaglia non sia ancora del tutto vinta, non è sufficiente. E’ l’ora di mettere il segno più. Più tecnologia, più innovazione, più rispetto, più attenzione alla sostenibilità. Ecco la parola magica forse è proprio questa: sostenibilità. Uno sviluppo sostenibile si fonda su 4 pilastri: economico, sociale, ambientale e governance. C’è bisogno di un approccio integrato alla sostenibilità, integrando la dimensione ambientale con altre dimensioni che afferiscono all’agire umano, senza le quali non saremo in grado di raggiungere uno sviluppo sostenibile per il nostro pianeta.

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo, giornalista, figlio di un cuoco e padre di un cuoco. Mi sono salvato dalle cucine ma non dalla passione per il cibo. Che mi piace anche raccontare.

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