La birra di pane

In un boccale le ragioni dell’economia circolare
Quasi ogni problema ha una soluzione, ma anche la qualità della soluzione ha il suo valore. Prendiamo il tema dello spreco alimentare dove uno dei prodotti più sprecati è il pane. Lo vogliamo fresco a tutte le ore, ma finita la giornata, quel pane per legge è un rifiuto, non può più essere venduto. Certo esistono i circuiti del volontariato, ma anche i più bisognosi non di solo pane vivono e non bastano certo le mense della Caritas a smaltire i quintali di pane che resta invenduto nei negozi a fine giornata. Unicoop Firenze insieme ad alcune realtà produttive del Mugello ha pensato a un progetto di economia circolare di particolare interesse. Prima di tutto il pane di cui parliamo non è un pane qualsiasi, è appunto il “Pane del Mugello”, un prodotto con grano tenero, coltivato in regime di agricoltura integrata, macinato a pietra, cotto a legna. Per quanto di ottima qualità anche questo pane a fine giornata resta in parte invenduto. A quel punto dai negozi di Unicoop Firenze torna in Mugello dove i fornai lo preparano per una nuova vita, anzi due. In un caso viene macinato e diventa pangrattato (sembra l’uovo di Colombo, ma non lo fa più nessuno e quello che di solito compriamo è fatto industrialmente) oppure viene portato a un birraio (sempre del Mugello) che lo usa al posto di un 30% di malto ricavandone una birra artigianale, cruda, non pastorizzata e non filtrata ottima e leggera. E qui si chiude il cerchio dell’economia circolare, il pane che era partito dal Mugello vi è tornato per assumere nuove sembianze e torna in città (41 i punti vendita di Unicoop Firenze interessati) sotto forma di birra. Meno sprechi, un segnale di attenzione all’ambiente e un contributo all’imprenditoria locale. Il progetto presentato stamani è realizzato da Unicoop Firenze in collaborazione con Coldiretti, il Granaio dei Medici (associazione nata nel 2017 con l’intento di valorizzare i prodotti mugellani) e il Birrificio di Corzano.





