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La birra nell’antico Egitto: nutrimento, salario e rituale

Pubblicato il
11 Luglio 2025
Redazione Golagioconda
DI Redazione Golagioconda

Molto prima che diventasse la bevanda da pub per eccellenza, la birra era già parte integrante della vita quotidiana degli antichi Egizi. Ma non solo: era anche una vera e propria moneta di scambio, utilizzata come parte del salario per operai, artigiani e contadini.

Durante il periodo in cui vennero costruite le grandi piramidi, tra il 2600 e il 2500 a.C., chi lavorava nei cantieri faraonici riceveva in media tre razioni di birra al giorno. Non si trattava della birra dorata, gasata e alcolica che conosciamo oggi, ma di una bevanda torbida, densa, simile a un porridge liquido, ottenuta da cereali fermentati. Era ricca di nutrienti, più sicura dell'acqua (spesso contaminata) e forniva energia per affrontare le durissime giornate sotto il sole del deserto.

Questa "birra da cantiere" era prodotta in grandi quantità e con una ricetta molto semplice: pane d’orzo poco cotto veniva spezzettato, immerso in acqua e lasciato fermentare naturalmente. Il risultato era una miscela lievemente alcolica e sostanziosa, che i lavoratori consumavano con una sorta di cannuccia per evitare i residui solidi.

La birra era così importante che veniva offerta anche agli dei, custodita nelle tombe e raffigurata nelle pitture murali. Ben più di una semplice bevanda, la birra era una risorsa essenziale: sostegno per il corpo, strumento di compenso e simbolo di un legame profondo tra lavoro umano e ordine sacro.

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