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La Fiera è sempre la Fiera

Pubblicato il
15 Ottobre 2018
Maurizio Izzo
DI Maurizio Izzo

Ci sono cose che si mangiano solo alle fiere, i brigidini e il croccante per esempio.

Poi ci sono cose che alle fiere si mangiano più volentieri, come i bomboloni e gli arrosticini. Infine cose che si trovano più facilmente per l’occasione, come certe olive dalla Puglia o i peperoncini dalla Calabria. Le fiere sono anche questo e lo sono sempre state. L’origine è più o meno comune a tutte quelle che hanno una storia. Come questa di Scandicci. Bisogna risalire ad oltre un secolo fa gran parte del territorio era campagna e l’allevamento del bestiame era diffuso. Almeno una volta l’anno c’era un grande mercato, si vendevano le bestie ma si comprava, o si barattava, quello che serviva. Attorno a questa attività ne nascevano altre. Dal veterinario al barbiere, dal dentista al fabbro. Era già una fiera. Non a caso i paesi che venivano attraversati dalla transumanza avevano, e in qualche caso hanno ancora, le fiere più grandi. E oggi? Oggi se vogliamo vedere un animale alla fiera bisogna portarlo apposta e difficilmente qualcuno se lo comprerà. Ma l’idea di un appuntamento annuale con un grande mercato è rimasta. Un po' è ancora diffusa l’idea che se si deve fare un acquisto si aspetta la fiera. In mezzo a tutto questo, il cibo fa ancora la sua parte, anzi si è ricavato un ruolo quasi predominante. Succede perché mangiare all’aperto fa allegria, perché in queste occasioni c’è licenza di sforare la dieta, perché ci sono delle novità da assaggiare. E anche questo anno alla Fiera di Scandicci è andata così. Settanta esercizi commerciali, dal ristorante alla pizzeria, dalla gelateria alla friggitoria. I tartufi e i marroni, i pistacchi e le mozzarelle, il tonno e gli hamburger. Prodotti toscani, siciliani, pugliesi, campani e umbri. Noi con la guida di Gola Gioconda vi abbiamo aiutato a non perdere nulla.

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo, giornalista, figlio di un cuoco e padre di un cuoco. Mi sono salvato dalle cucine ma non dalla passione per il cibo. Che mi piace anche raccontare.

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