La pesca vittima della crisi climatica

Il caso dello stagno S’Ena Arrubia in Sardegna e la moria di pesce
Un'estate segnata da temperature record, da una siccità che non allenta la presa e, in parallelo, da fenomeni temporaleschi improvvisi e violenti. È la fotografia che arriva dalle cooperative associate a Legacoop Agroalimentare nei diversi territori italiani, dove il cambiamento climatico si conferma la principale emergenza strutturale per l'agricoltura, l'agroindustria e la pesca del Paese. Tra gli esempi che Legacoop cita c’è quello dello stagno di S’Ena Arrubia, ad Arbore in provincia di Oristano. Un ecosistema delicatissimo, il lago si trova sotto il livello del mare ed è frutto di una bonifica avvenuta negli anni’30 ed è uno degli specchi d’acqua più importanti della Sardegna per la sosta e la nidificazione dell’avifauna. Ma è anche fonte di sostentamento per la cooperativa storica Sant’Andrea di Marrubiu e proprio dai pescatori arriva la denuncia di una eccezionale moria di pesci. Per contenere l'emergenza è stato necessario aprire la peschiera e favorire il ricambio delle acque con quelle del mare, con la conseguenza che ai pesci morti si sono aggiunti quelli fuoriusciti verso il mare aperto. Una prima segnalazione inviata alla Regione stima il danno in circa 150mila euro, ma la stagione produttiva dell'impianto è considerata compromessa.
Foto di Gianfranco Mattu





