Skip to main content

La rossa di Amatrice

Pubblicato il
07 Aprile 2020
Redazione Golagioconda
DI Sara Barbanera

L'Amatriciana nel registro UE come Specialità tradizionale garantita

Agnese, tu che lavori giorno e notte in redazione... sai cucinare? E qual è il tuo piatto forte?". E lì, come tutti, un pò di imbarazzo, come fosse una prova di assaggio... e lì Agnese Pini, brillante e giovane direttrice de La Nazione, risponde, con lo sguardo dritto in camera: "Il piatto che mi riesce meglio è l'Amatriciana perché mi piace un sacco quindi, a forza di sbagliare, ho imparato a farlo... abbastanza bene". Quei puntini di sospensione la dicono lunga, perché l'Amatriciana, quel semplice piattone di spaghetti (o bucatini, per i meno puristi) al sugo non è un piatto di pasta qualunque. Anzi, la ricetta è così incastonata nella tradizione, che, dal 13 marzo l'Amatriciana è una "Stg": Specialità tradizionale garantita, dal riconoscimento dell'Unione Europea, con tanto di iscrizione nel Registro europeo delle Denominazioni d'origine e Indicazioni geografiche e Specialità tradizionali garantite e dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue. Non fosse altro che per la bontà e la fama che ci ha dato nel mondo, se lo meritava. E se lo meritava quel territorio scosso, quel 24 agosto 2016, ore 3.36, quando la terra ha tremato a 6 gradi di magnitudo. E poi, ancora e ancora. Ricordando Amatrice e tutta quella gran bella natura intorno, ho pensato che, ogni tanto, i premi vanno a chi se li merita. Non fosse altro che per le pene patite, nelle casette di lamiera e poi di legno, tante casette ma mai più "la mia casa". Hanno avuto coraggio, quegli uomini e quelle donne, a fronteggiare gli scossoni di Madre Natura. E con un filo sottile, in quei momenti l'Umbria era con loro, e poi l'Abruzzo e l'Irpinia, e poi anche il Friuli, e l'Italia tutta, e tutti quelli rimasti attoniti, nel mondo, di fronte a quelle gran macerie. Poi, il giorno dopo, fa sempre l'alba e si ricomincia, da un piatto di spaghetti, con guanciale di Amatrice, un cucchiaio di olio di oliva extravergine, vino bianco secco, 6 o 7 pomodori San Marzano o 400 g di pomodori pelati, peperoncino, sale e, certo, 100 grammi di pecorino di Amatrice grattugiato. Lei che è nata come piatto in bianco ("la gricia"), cibo dell'emergenza, inventato con quel che c'era nello zaino povero dei pastori in transumanza verso le campagne romane, da lì, è arrivata fino alla Capitale. Nel tragitto del tempo, a fine '700, si è fatta rossa, con l'aggiunta del pomodoro. E poi su su fino alla Comunità Europea. Per l'originale fate un salto lì, a mangiarla ad Amatrice.

Sara Barbanera

Ph di Aline Ponce da Pixabay

Redazione Golagioconda

Sara Barbanera

Dal mondo social