La spesa alimentare costa sempre di più

Più 3,5% ma per i freschi si arriva al 5,6%. Una rincorsa continua negli ultimi quattro anni
Al di là dei proclami i dati Istat non lasciano scampo, se ad agosto l’inflazione rallenta leggermente è sui beni alimentari che la corsa al rincaro non si ferma. Secondo le stime preliminari diffuse dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo registra un aumento dello 0,1% su base mensile e dell’1,6% su base annua, in lieve calo rispetto al +1,7% di luglio. Ma i beni alimentari, per la cura della casa e della persona accelerano da +3,2% a +3,5%, mentre i prodotti ad alta frequenza d’acquisto (benzina, generi alimentari, spese quotidiane) passano da +2,3% a +2,4%. Anche gli alimentari freschi (frutta, verdura, carne, pesce) aumentano più che a luglio, dal +5,1% al +5,6%, così come quelli lavorati (+3% da +2,8%). Il Fatto Quotidiano ha elaborato questi dati per capire che effetto ha l’inflazione sul potere d’acquisto degli italiani e limitatamente al settore alimentare questo significa che in quattro anni i prezzi di alimentari e bevande alcoliche è cresciuto del 27%. Come dire , sottolinea Il Fatto Quotidiano, che con 30 euro di spesa oggi ci portiamo a casa una quantità di cibo e bibite che quattro anni fa avremmo potuto comprare spendendo poco più di 23.




