La tradizionalità delle tradizioni tradizionali

E se fosse meglio non avere una storia alle spalle?
Un paio di anni fa ho avuto l’opportunità di seguire un progetto che aveva a che fare con il mondo della birra artigianale italiana. Vi confesso che non ne sapevo molto, anzi quasi niente. Ammetto di essere un purista del vino, la birra per me è sempre rimasta confinata come abbinamento a concerti o pizzate con amici. Ho quindi visitato un paio di fiere, partecipato a degustazioni e iniziato a conoscere i produttori, visitando diversi micro birrifici. Più mi addentravo in questo mondo, più capivo di essere davanti a qualcosa di fortemente diverso dal solito: un modo di concepire il proprio lavoro e di presentarsi sul mercato inusuale rispetto a quel che ero abituato a vederte tra i piccoli e medi produttori italiani. Poi ho capito il perchè: se ci pensate bene, nel settore alimentare italiano, tutto, e sottolineo tutto, è sempre vincolato dalle nostre uniche e antiche tradizioni. Tutto qui ha un importate passato a cui il produttore contemporaneo vuole, o deve, per forza rifarsi. Come faceva il nonno, come si faceva una volta, come facciamo da secoli; seguiamo un percorso già tracciato, da cui difficilmente ci possiamo allontanare più di tanto. La tradizione, nel settore della birra artigianale italiana, non esiste. I ragazzi che mettono in piedi il loro primi micro birrifici, hanno dietro di se il vuoto. Nessun nonno o tantomeno un avo che già batteva quella strada, nessun percorso già indicato da qualcun altro. Godono della piena libertà di tentare, sperimentare, creare qualcosa di nuovo. L'assenza storica permette loro di dare spazio alla creatività e prende vita l’estro italiano: bello, vivace e dirompente! Non a caso, in pochi anni, l’Italia è arrivata a eccellere a livello mondiale in questo settore, diventando punto di riferimento anche per i mercati dove la birra era, appunto, un’antica tradizione. Certamente le nostre tradizioni e i nostri antichi metodi di produzione sono da considerarsi come grandi ricchezze. Ma non dimentichiamoci che siamo anche spavaldi innovatori e vantiamo qualità che pochi altri hanno: fantasia e creatività. Ci sono settori nei quali queste doti sono motore di economie importantissime. Ma nel campo alimentare queste magnifiche virtù vengono spesso – passatemi il termine un po’ forte – soffocate dalle tradizioni. Dobbiamo domandarci se non sia arrivato il momento di portare un po’ freschezza e fantasia in settori “cristallizzati” oramai da troppo tempo. Anche perchè, diciamocelo, la comunicazione che punta tutto sul plus del tradizionale, non ha forse un po’ stufato?





