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L'altra Toscana del vino: un mosaico di biodiversità enologica

Pubblicato il
20 Marzo 2025
Daniela Mugnai
DI Daniela Mugnai

La manifestazione ha posto in evidenza come la biodiversità rappresenti il vero tesoro dell'enologia toscana


In un panorama vitivinicolo sempre più orientato alla riscoperta dell'autenticità territoriale, la quarta edizione de "L'Altra Toscana" si è affermata come vetrina d'eccellenza per un patrimonio enologico di straordinaria ricchezza. L'evento, che si è tenuto a Firenze nel contesto della settimana delle Anteprime, ha confermato l'interesse crescente verso quelle denominazioni che, pur rappresentando il 40% dell'imbottigliato regionale, costituiscono ancora un territorio di esplorazione per molti appassionati.

Un patrimonio che si esprime bene attraverso la molteplicità delle denominazioni presenti: 

In degustazioni i vini delle DOP e IGP: Maremma Toscana, Montecucco e Montecucco Sangiovese, Orcia, Cortona, Valdarno di Sopra, Terre di Pisa, Chianti Rufina, Terre di Casole, Grance Senesi, Montescudaio, Suvereto, Val di Cornia e Rosso della Val di Cornia, Carmignano, Barco Reale di Carmignano e Vin Santo di Carmignano e Toscana. Ogni territorio racconta una storia unica, contribuendo a quel mosaico di eccellenze che rende la Toscana enologica un unicum nel panorama mondiale.

Particolarmente significativa è la presenza di una pluralità di vitigni che spazia dagli autoctoni come il Vermentino e il Ciliegiolo, fino all'Alicante e agli internazionali, passando naturalmente per il Sangiovese, interpretato nelle sue molteplici declinazioni territoriali. Questa ricchezza ampelografica costituisce non solo un patrimonio culturale inestimabile, ma anche una risorsa strategica in un'epoca di cambiamenti climatici e di evoluzione dei gusti dei consumatori.

L'Associazione L'Altra Toscana, guidata da Francesco Mazzei, ha saputo creare una piattaforma di valorizzazione per queste realtà emergenti che rappresentano l'avanguardia di un modello produttivo attento alla sostenibilità e alla preservazione della biodiversità. In un mercato globale alla costante ricerca di autenticità, queste tredici denominazioni offrono proposte enologiche diversificate e innovative, dai bianchi ottenuti da vitigni autoctoni e internazionali, alle bollicine, ai vini rossi e rosati a base di Sangiovese, fino ai blend con varietà locali e internazionali.

Numeri importanti quelli del Consorzio Vino Toscana che rappresenta il Vino Toscana IGT: esteso su tutto il territorio regionale, primo per numero ettari, di produttori e di bottiglie con 89 milioni di bottiglie prodotte nel 2024.

La biodiversità vitivinicola toscana emerge dunque come patrimonio inestimabile e risorsa per il futuro, in grado di rispondere alle sfide di un settore in continua evoluzione e di attrarre l'interesse di un pubblico sempre più esigente e consapevole, alla ricerca di territori magnifici ancora da scoprire.

Daniela Mugnai

Daniela Mugnai

Fiorentina di nascita, Europea per vocazione, ama raccontare il bello e il buono della sua terra. Critico enogastronomico, autrice televisiva, ha una laurea in filosofia che usa come lenti per guardare il mondo. Curiosa della vita, le piace costruire sempre nuove connessioni. Tra le sue passioni: l’arte, i libri, il mare e la cucina.

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