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L’uragano Harry ha devastato anche l’agricoltura

Pubblicato il
24 Gennaio 2026
Redazione Golagioconda
DI Redazione Golagioconda

Agrumeti, oliveti e aziende zootecniche le più colpite

Passata la paura si contano i danni che la protezione civile stima in circa un miliardo. Quello che s è abbattuto sulle coste di Sicilia, Calabria e Sardegna è stato un uragano di una forza eccezionale e le immagini evidenziano i danni alle case, alle infrastrutture ma poco per adesso si è visto dei danni al settore agricolo. Lo rileva la Cia che elenca quelle che sarebbero state la maggiori perdite a partire dagli agrumeti, “al momento, si legge nel comunicato, i problemi maggiori si riscontrano per gli agrumeti, si pensi alla Piana di Catania, che sono stati colpiti in piena stagione di raccolta, nonché per gli altri frutteti e per gli oliveti pesantemente allagati. Nel ragusano, le serre hanno subito danni alle coperture che azzereranno la produzione. Giuseppe Iacono, presidente della Federazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Sicilia  sottolinea anche che “tra qualche mese ci troveremo a parlare di carenza idrica: serve un cambio di prospettiva, che guardi a lungo termine e che consenta a tutti gli operatori di affrontare i nuovi scenari, mitigando i danni.”

La situazione in Sardegna, la tempesta “Harry” ha interessato il settore meridionale e orientale della Sardegna. Si segnalano danni rilevanti alle infrastrutture marine e alle attività produttive legate alla costa, con particolare attenzione alle strutture ittiche: impianti e attrezzature operative in mare e nelle lagune risultano compromessi o fortemente danneggiati. Le conseguenze riguardano direttamente anche le produzioni del comparto, con ricadute su cozze, arselle, ostriche e pescato di vario tipo.
Parallelamente, l’evento ha prodotto danni significativi alle aziende agricole, con segnalazioni importanti in diverse aree e in particolare nella zona del Cixerri, dove risultano colpite colture, infrastrutture aziendali e opere rurali con ripercussioni sulla continuità produttiva.
Ulteriori criticità arrivano anche dal Nuorese, dove in più punti si registrano difficoltà negli accessi alle aziende agricole, con problemi su strade rurali e interpoderali che rendono complessi gli spostamenti e le attività operative in campagna.
Ettore Crobu, Presidente della Federazione regionale degli ordini della Sardegna – “I prodotti della pesca e dell’acquacoltura rappresentano prodotto primario, al pari delle produzioni agricole, e costituiscono un settore essenziale per l’economia locale e per il lavoro di numerose imprese. In questo quadro, la Federazione richiama la necessità di un’attenzione immediata e coordinata da parte delle istituzioni competenti verso i settori maggiormente esposti e strategici per i territori colpiti, in particolare agricoltura, pesca e turismo, affinché vengano garantite tempestive misure di messa in sicurezza, ripristino e sostegno alle imprese. La prevenzione deve diventare programmazione ordinaria e strutturale.”
La situazione in Calabria, la costa ionica reggina è la più colpita dalle raffiche di vento. Analogamente a quanto è accaduto in Sicilia, si registrano ingenti danni anche per l’agricoltura. Molte aziende hanno colture distrutte dalla forza del vento e i campi allagati: il rischio molto concreto è quello di compromettere un intero anno di lavoro.

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