Ogni pasto conta

La campagna WWF per ridurre il consumo di carne
Gli allevamenti intensivi ormai predominanti su scala globale e da cui proviene fino all’80% della carne consumata in Italia, hanno indiscutibilmente ridefinito la struttura della vita sul nostro Pianeta. La denuncia è del WWF che lancia una campagna di informazione per sensibilizzare e incoraggiare tutti a ridurre il consumo di carne, a favore di un’alimentazione più sostenibile per il Pianeta, la biodiversità e la salute.
Secondo il World Resources Institute, la distruzione di foreste e savane tropicali colpisce in modo significativo Paesi ad altissima biodiversità, soprattutto in Sud America, come Brasile e Argentina. A livello globale, oltre 200 milioni di ettari di suolo agricolo sono oggi destinati alla produzione di mangimi, molto maggiore dell’intera superficie agricola dell’Unione europea.
Anche l’Italia è parte di questo modello: negli ultimi decenni, il numero degli allevamenti nel nostro Paese è diminuito, ma quelli rimasti sono diventati sempre più grandi e intensivi. Questo significa, dicono al WWF, concentrare migliaia di animali in pochi impianti, incrementando gli effetti negativi dell’allevamento su aria, acqua, suolo, aumentando le emissioni climalteranti e peggiorando il benessere animale. Allo stesso tempo, la scomparsa di aziende zootecniche di piccola e media dimensione, spesso biologiche, estensive o rigenerative, indebolisce i territori rurali e riduce la diversità degli agroecosistemi, rendendoli meno resilienti.
Il WWF conferma che attualmente il 60% della carne bovina consumata in Italia proviene da importazioni da Paesi UE come Francia, Polonia, Olanda, Spagna e Germania. Dal Brasile arriva soprattutto carne bovina congelata. Per il settore suinicolo italiano, la dipendenza dalle importazioni è meno drastica ma comunque significativa: importiamo il 40% circa. Tuttavia, anche le produzioni europee e nazionali dipendono in larga misura da mangimi importati, in particolare soia e cereali destinati all’alimentazione animale. Una quota rilevante di questi mangimi proviene dal Sud America, collegando indirettamente il mercato italiano alla deforestazione, alla conversione degli habitat naturali e agli impatti ambientali globali, anche quando la carne non è direttamente importata da quei Paesi.
“Per questo ogni pasto conta: ridurre il consumo di carne, uova e latticini aiuta diminuire la pressione su biodiversità ed ecosistemi, migliorare il benessere animale e contribuire alla lotta alla crisi climatica, privilegiando quando si scelgono prodotti animali quelli biologici e provenienti da allevamenti agroecologici locali”, è quanto sostiene Eva Alessi, Responsabile Sostenibilità del WWF Italia.
Con la Meat Free Week, il WWF invita cittadini, scuole, aziende e istituzioni a sperimentare un’alimentazione più vegetale, consapevole e sostenibile e a farlo non solo per il Pianeta ma anche per la nostra salute e sicurezza alimentare da oggi nel futuro.





