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Orfani di Expo

Pubblicato il
04 Novembre 2015
Maurizio Izzo
DI Maurizio Izzo

Come faremo senza i selfie dall'EXPO e gli articoli sulle interminabili code?

Nella cronaca quotidiana mancherà davvero qualcosa perché questa manifestazione, indubbiamente di successo, ha avuto anche una ribalta assolutamente eccezionale su media, di ogni tipo. Dai giornali alle tv, dalle radio ai social per mesi l’Expo con le sue cronache quotidiane ha fatto il pieno. Si è parlato delle ricette per “nutrire il pianeta” come prometteva il tema scelto per questa edizione? No davvero. Ha fatto più scalpore l’illuminazione dell’albero della vita o i primati degni del Guiness per la pizza più lunga al mondo. 

Ma allora non è servito a niente? No davvero. Innanzitutto ha confermato il grande interesse che abbiamo per il cibo e per tutto quello che gli ruota intorno. Ma poi è sicuramente servito come grande veicolo promozionale, ovviamente per le grandi aziende e le multinazionali del cibo, ma anche per quei soggetti che hanno saputo ricavarsi un proprio spazio di presentazione e cogliere così l’occasione per parlare a un pubblico grande come forse mai si era visto. Tra questi la Regione Toscana ha sicuramente fatto bella figura. Si è fatta trovare pronta, sicuramente più di altre, all’appuntamento e con un bagaglio di esperienze in campo di promozione e marketing che, seppure con qualche incertezza, sono stati il pilastro su cui costruire la propria immagine. D’altra parte sono anni che diciamo che noi non vendiamo solo un vino ma anche il territorio che lo produce e all’Expo questo ha fatto il suo effetto. Ha pagato anche la scelta di essere a Milano ma non solo dentro a Expo. Nella cornice dei Chiostri dell’Umanitaria, a pochi passi dal Duomo nel centro storico di Milano, Enti pubblici e privati, Associazioni di categoria, Imprese singole ed associate, Università e Poli scientifici  hanno avuto una chance in più rispetto a chi era relegato nelle dinamiche tutte fieristiche dell’Expo.

Peccato che una manifestazione in cui l’immagine ha prevalso sulla sostanza e che ha smarrito il tema originale non abbia dato modo alla Toscana di dire la sua anche su come si nutrirà il pianeta nei prossimi anni. Anche su quello avremmo avuto qualcosa da dire ma per ora accontentiamoci di aver fatto conoscere il fagiolo zolfino ai giapponesi, per il resto si vedrà.

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo, giornalista, figlio di un cuoco e padre di un cuoco. Mi sono salvato dalle cucine ma non dalla passione per il cibo. Che mi piace anche raccontare.

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