Panettone dove vai?

Quello buono è buono semplice
Per il mensile di Unicoop Firenze ho scritto un pezzo sul panettone e sulle tendenze di questo 2019, https://informatorecoopfi.it/argomenti/consumi/lunga-vita-al-panettone/. Mi è stato utile per confermare che il panettone che mangiamo oggi, di pasticceria ma anche industriale, è migliore di quello che abbiamo mangiato una decina di anni fa. Quello di pasticceria ha fatto passi avanti da gigante, maestri pasticceri hanno riscoperto la voglia di cimentarsi con il dolce simbolo delle festività. Materia prima di qualità, tanta tecnica, lievitazioni accurate ed ecco che dalle botteghe escono panettoni friabili e profumati. Che vanno consumati in fretta perché sono dolci veri e propri e che fanno della freschezza uno dei punti forti. Ma anche quelli industriali sono molto migliorati. Qualcuno a tal punto da assomigliare davvero a quelli di pasticceria. Resistono ovviamente sacche di prodotti a basso prezzo ma come recitava una bella campagna di comunicazione di qualche anno fa “se lo conosci, lo eviti”. Risparmiare su quello che si mangia, sopratutto se si tratta di un prodotto occasionale e legato a una festa è davvero da sciocchi. Mangiamone meno ma scegliamo i migliori. Qualcosa va detto sulle tendenze perché qui, sopratutto all’industria, la situazione sta sfuggendo di mano. Panettoni troppo ricchi, troppo farciti, di ingredienti pesanti e complessi che alla fine oscurano il sapore del dolce. Vale per il panettone come vale per i piatti, non è difficile farli ricchi è difficile farli equilibrati. Ma quando si tratta di industria viene sempre il dubbio, sono loro che rincorrono i gusti popolari o sono i gusti a essere condizionati dall’offerta? Nel dubbio io tornerei alle origini. Un panettone al panettone e festa finita. Anche sull’allungamento della stagione in definitiva ho i miei dubbi. E’ il dolce delle feste natalizie, lasciamolo lì dove è sempre stato. A luglio sulla spiaggia ci sta meglio una cassata o uno zuccotto.





