Prepariamoci a dolci sempre più salati
Non cambia il gusto, cambia il prezzo
In Turchia non avevano mai visto una cosa del genere nemmeno nel 2014 quando gran parte del raccolto di nocciole e albicocche andò praticamente distrutto. È successo che una serie di improvvise e fortissime gelate hanno colpito proprio le zone di maggior produzione con temperature scese anche a – 15° proprio all’inizio della stagione vegetativa. La Turchia è leader mondiale per l’esportazione di frutta secca e essiccata. Da qui partono le nocciole che fanno ricca la crema più famosa del mondo, per esempio. Le aziende importatrici, Fruitimprese è una delle più grandi, calcolano una perdita del raccolto di albicocche fino al 90% e del 60% per le nocciole. A rendere più complicata la situazione i prezzi alle stelle degli altri prodotti indispensabili all’industria dolciaria, prima di tutto il cacao, di cui abbia parlato spesso. In questo caso le condizioni climatiche estreme, tra siccità e inondazioni, avevano già nel 2023 portato a un crollo della produzione facendo schizzare il prezzo del cacao fino al 400% in più. Attualmente alla borsa il prezzo oscilla intorno ai 12.000 dollari a tonnellata era sotto i 3.000 appena tre anni fa.