Rincorrere l’acacia

Stefano è un apicoltore, le sue sono “api briganti”, così le ha chiamate.
Una passione nata strada facendo dopo gli studi e che adesso lo porta a giro tra le province di Pisa e Lucca con le api al seguito. Più che briganti oggi le sue api sono erranti, sempre in movimento alla ricerca dell’ambiente che ne garantisca la vita prima ancora che la produttività. Per lui, come per migliaia di apicoltori in Italia e non solo, questa è stata l’ennesima stagione da dimenticare. Eppure all’inizio della primavera un pò di ottimismo era lecito, l’acacia era già in fiore. L’odore di quel fiore bianco si sentiva a distanza e sicuramente lo sentivano le api. Il miele che si ricava dalla acacia è fondamentale per la produzione, almeno in Toscana. E’ il più gradito, quello con il sapore meno accentuato e quindi più adatto al largo pubblico. Fondamentale per gli apicoltori farne una bella scorta. Ma mentre quel profumo si spandeva nelle campagne sono arrivate le piogge e nel giro di pochi i giorni la fioritura è svanita. Stefano e gli altri non si sono persi d’animo e hanno spostato gli alveari in collina, aspettando che anche qui l’acacia fiorisse. Ma quando è arrivato il momento anche qui sono arrivate le piogge. Le api non escono e i fiori cadono. Restava l’ultimo viaggio, sempre più in alto, in montagna. Le hanno portate fino a 900 metri sperando in una primavera calda che esplodesse improvvisa nei campi in quota. E invece a maggio è tornato l’inverno. Ecco perché sarà difficile trovare il miele di acacia, ed ecco perché costerà un pò di più. In quel prezzo ci sono i chilometri, le notti, l’ansia di Stefano e delle sue api. Pensateci quando acquisterete un miele, se costa poco, se non è indicata la provenienza, se qualcuno non ci ha messo la faccia, io lascerei perdere. Io voglio dare una mano a quelli come Stefano e alle sue api. L’ape Brigante di Stefano De Pascale, Via Montanelli, 104, Pisa.





