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Se mi avanza il panettone

Pubblicato il
14 Dicembre 2015
Maurizio Izzo
DI Maurizio Izzo

Anche il panettone ha avuto il suo anno nero

E’ stato il 2011 quando le vendite subirono un calo intorno al 20%. Da allora il dato si è stabilizzato. Ma nei produttori è rimasto il terrore di vedere smaterializzarsi un affare che da decenni fa ricche aziende nazionali e non concentrate sopratutto nel veronese. Il business del panettone vale ancora circa 600 milioni l’anno, ma è evidente che è un settore che mostra il fiato corto. Da una parte la crisi ha ridotto i consumi in generale, e per quanto le vacanze natalizie rappresentino sempre un eccezione, un calo di vendite di un prodotto non propriamente di prima necessità è da mettere in conto. Poi in un pubblico più maturo e esigente si è fatta strada la scelta del panettone artigianale, che pur rimanendo una nicchia, ha eroso qualche punto al fratello industriale.

Tutto questo potrebbe essere alla base di un clamoroso e per certi versi simpatico scivolone che ha visto come protagonista una delle più antiche aziende produttrici di pandoro, la Melegatti. L’azienda veronese che può vantarsi di aver inventato il pandoro e che per decenni ha abituato la sua clientela a un immagine pubblicitaria sobria e moderata si è lasciata andare prima a un azzardato accostamento con il cantante Valerio Scanu lanciando una confezione nera (invece della tradizionale blu e oro) con gigantografia della “star” poi in una campagna web il cui slogan era” Ama il tuo prossimo come te stesso..basta che sia figo e dell’altro sesso”. Lo scivolone è stato tale (sopratutto nel secondo caso) da diventare oggetto di dotte relazioni su come si massacra in un attimo un brand cresciuto negli anni.

Entrambi i prodotti pubblicitari sono stati ritirati, il direttore creativo (pare) allontanato e adesso l’azienda si presenta con un immagine che forse è anche più tradizionale di quella precedente allo scivolone.

C’è una morale a tutto questo? ognuno può cercarne una a noi resta il dubbio che quando la fortuna di un prodotto, sopratutto alimentare, è affidata quasi esclusivamente all’invettiva dei creativi c’è qualcosa che non va. 

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo, giornalista, figlio di un cuoco e padre di un cuoco. Mi sono salvato dalle cucine ma non dalla passione per il cibo. Che mi piace anche raccontare.

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