Toscana e Puglia le regine dell’olio extra vergine

Cresce l’interesse anche dei turisti per degustazioni e visite guidate
Il patrimonio dell’olivicoltura italiano è unico: oltre 600.000 imprese e più di 500 cultivar, significa tanta biodiversità e una tradizione millenaria. Toscana e Puglia sono le regioni più interessanti e non a caso più richieste dai turisti. E’ uno dei dati che emerge dal Secondo Rapporto sul Turismo dell'Olio promosso da Associazione Nazionale Città dell'Olio, Coldiretti e Unaprol, a cura di Roberta Garibaldi. La richiesta che arriva soprattutto dai paesi europei è per itinerari tra ulivi secolari, cene in uliveto, percorsi culturali e visite ai frantoi storici. Le mete più richieste, appunto, Toscana (29%) e Puglia (28%). Il secondo Rapporto sul Turismo dell'Olio conferma che l'oleoturismo non è una moda passeggera, ma una leva strategica per lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione delle aree rurali - dichiara Michele Sonnessa Presidente dell'Associazione Nazionale Città dell'Olio - L'olio Evo è più di un prodotto: è paesaggio, biodiversità, cultura viva e racconto delle comunità. Per trasformare l'interesse dei turisti in valore reale, serve un’offerta strutturata e di qualità”.



