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Tra sardine e capitoni

Pubblicato il
18 Novembre 2019
Maurizio Izzo
DI Maurizio Izzo

E’ l’ora delle sardine che tentano di spaventare il capitone.

Sono i soprannomi che la politica si dà, guardando sempre alle cose di tutti i giorni. I riferimenti gastronomici nel dibattito politico ci sono sempre stati, dal “patto della crostata” alle “cene eleganti”, dai “bolliti” al “mortadella”. Ora tocca ai pesci e a due specie che più diverse non potrebbero essere. Va però detto che mentre i sostenitori delle sardine il nome se lo sono dato, il capitone è una forma ironica per definire l’ex ministro degli interni che voleva farsi capitano ma che invece perse la mano. Così adesso le sardine riempiono le piazze e il capitano-capitone i palasport. E siccome è la politica che invade il nostro territorio, quello della cucina, noi ce lo riprendiamo e ne approfittiamo per pensare a come mangiare sia le sarde che il capitone. Per le prime ci siamo affidati a Giorgio Locatelli, un lombardo con la Sicilia nel cuore che propone la classica ricetta della pasta con le sarde con l’aggiunta di 20 stimmi di zafferano (lhttps://www.siciliafan.it/pasta-con-le-sarde-ricetta-giorgio-locatelli/?refresh_ce . Per il capitone invece conviene restare nel colco della tradizione, ecco allora la ricetta tipica napoletana di un piatto che non manca mai alla vigilia di Natale https://amalfinotizie.it/capitone-arrosto-ricetta-napoli/

 

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo, giornalista, figlio di un cuoco e padre di un cuoco. Mi sono salvato dalle cucine ma non dalla passione per il cibo. Che mi piace anche raccontare.

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