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Vini d’Israele sì o no?

Pubblicato il
14 Maggio 2025
Maurizio Izzo
DI Maurizio Izzo

La Mostra del Chianti di Montespertoli annulla una degustazione 

Chissà quando l’avevano pensata quella degustazione nell’ambito di una delle più antiche rassegne dedicate al vino della Toscana. Da una terra lontana, Israele appunto, sarebbero arrivati dei vignaioli con il loro vino prodotto a Ramat HaNegev una zona desertica a ridosso della Striscia di Gaza. Fatto sta che l’evento cade in uno dei momenti più tragici per le sorti del popolo palestinese ormai sfinito dagli incessanti bombardamenti israeliani, affamato e abbandonato anche dal resto del mondo. Contro l’iniziativa si sono espresse le associazioni locali, la Rete Antifascista prima di tutte e il sindaco, Alessandro Mugnaini ,ha fatto marcia indietro annullando la degustazione e suscitando quindi le ire dell’Associazione Amici di Israele che denuncia il boicottaggio. Mugnaini ha provato a spiegare quello che avrebbe dovuto essere chiaro fin da subito, “Vedere arrivare da fuori Montespertoli messaggi intrisi di odio mi ha fatto male», e ha espresso la sua preoccupazione per il rischio che la manifestazione potesse essere strumentalizzata a fini politici. E qui, più che al boicottaggio si torna al tema iniziale, il senso di opportunità che vale per le vicende mediorientali così come per quelle di qualsiasi scenario di guerra. Con l’invasione russa dell’Ucraina ci siamo persi ogni relazione con quello straordinario mondo confondendo la grandezza della letteratura russa con le bassezze di un tiranno. E chissà quanto altro ci perderemo visto gli scenari di guerra che caratterizzano questi tempi, ma davvero giudicare un vino che viene da una terra dove se non si muore sotto le bombe si muore di fame e di sete è davvero troppo. 

 

 

 

 

 

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo, giornalista, figlio di un cuoco e padre di un cuoco. Mi sono salvato dalle cucine ma non dalla passione per il cibo. Che mi piace anche raccontare.

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