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“Wow wine“ contro “Sangiovese“

Pubblicato il
14 Novembre 2018
Redazione Golagioconda
DI Marco Baldini

In giro per il mondo capita di assaggiare molti di quei vini che amo definire “wow wine”.

Quando ti ci approcci, il percorso è sempre lo stesso: appena metti il naso nel calice non riesci a trattenerti dal dire: “wow!”

Vieni investito da un’opulenza e un’intensità estreme: pepe, prugna, vaniglia, cioccolato, caffe, tabacco, marmellata di more...Poi li assaggi e di nuovo, esplodi in un: “wow!”.  Anche in bocca vieni travolto da un’eccezionale intensità, pienezza e potenza. Confettura, legno, frutta matura, e chi più ne ha più ne metta.

Ma gli wow wine, come tutte le esperienze “esagerate”, hanno un problema: arrivare in fondo alla bottiglia. Il primo sorso è wow, il secondo ancora, ma già il terzo sorso inizi a lasciarti “bocca sporca”, troppo stimolata, troppo piena, troppo tutto! Il vino, in poche parole, è stucchevole e pesante. Alla fine, poco piacevole.

Poi c’è il nostro Sangiovese. Se c’è una caratteristica che accomuna molti grandi Sangiovesi toscani è proprio quella di non essere affatto degli “wow wine”. Al contrario, sono vini che al primo assaggio ti disorientano, insinuano nelle tue papille gustative il beneficio del dubbio e della diversità. Sono vini che per essere compresi, richiedono un po’ più di tempo e di attenzione. Parlano bene ma parlano piano e spesso ci raccontano cose affato scontate. Ed è proprio questa caratteristica a renderli unici, complessi, inafferrabili. Si ha vogli di scoprirli con il terzo, quarto, quinto sorso, e ogni volta svelano un po’ del loro piccolo mistero, il loro segreto equilibrio.

È interessante vedere come oggi stia accadendo qualcosa di molto importante a livello internazionale: sempre di più i palati degli Wine Lovers stanno riuscendo ad apprezzare, quindi a cercare, vini meno muscolosi, meno “piacioni”, più vinosi e genuini. È un’evoluzione che non dovremmo sottovalutare, bensì sfruttare al meglio per promuovere la diversità e i nostri grandi Vini.

Marco Baldini 

Redazione Golagioconda

Marco Baldini

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