Come riconoscere un vero olio extravergine: guida alla degustazione e scelta
E' l'ora dell'extra vergine di oliva. Come leggere le etichette, degustare e abbinare.
È tempo di olio nuovo e stanno per arrivare sul mercato le prime bottiglie di extra vergine di oliva, ma come riconoscere quello buono che vale davvero quel che costa?
Anche senza essere esperti qualcosa si può fare, a partire dalla lettura dell’etichetta che, ormai, contiene tante informazioni. Prima di tutto la dicitura “spremitura a freddo” e poi la data. La spremitura a freddo indica che durante il processo di estrazione non si sono superati i 27° condizione essenziale perché siano garantite le qualità fisiche e nutrizionali dell’olio. Poi la data perché l’olio, anche se di fatto ha scadenze molto lunghe, perde però parte delle sue caratteristiche con l’andare del tempo, quindi ora si compre la produzione 2025/2026. Ovviamente le certificazioni hanno un valore come la DOP (origine protetta) e IGP (indicazione geografica).
Il colore conta meno di quello che di solito si crede, un verde intenso e un giallo dorato sono sufficienti.
Il profumo invece è importante, si deve sentire almeno qualcosa che ricordi l’erba o l’oliva appena raccolta, ma è normale anche sentirci pomodoro, carciofo, mandorla.
Il gusto, per quanto possa variare da persona a persona l’olio evo è amarognolo, leggermente piccante (se è troppo non è indice di qualità), gli aromi che abbiamo sentito all’olfatto si devono ritrovare anche all’assaggio.