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Cucinare il futuro, la sostenibilità parte dalla cucina

Pubblicato il
31 Gennaio 2026
Daniela Mugnai
DI Daniela Mugnai

Piccoli gesti rivoluzionari: la cassetta di cottura come manifesto “antispreco”

 Cosa può insegnarci una cassetta di cottura sulla trasformazione sociale? Come si traduce un gesto apparentemente minimo in leva di cambiamento collettivo? Di questo tema si è occupata la tavola rotonda: “Cucinare il futuro: quando la sostenibilità parte dalla cucina” che si è tenuta a Firenze presso Villa Fabbricotti, sede di Toscana Promozione Turistica. Al centro del confronto, un oggetto tanto antico quanto contemporaneo - la cassetta di cottura - diventa il punto di partenza per ragionare su riduzione dei consumi energetici, valorizzazione del cibo e del tempo, educazione ambientale e costruzione di relazioni comunitarie. L’iniziativa è realizzata da Slow Food Toscana, dalla cooperativa di comunità Filo&Fibra in collaborazione con Vetrina Toscana, il progetto della Regione Toscana che promuove il turismo enogastronomico. La cassetta di cottura, emblema della cucina lenta, funziona per inerzia termica: si porta il cibo a ebollizione, si spegne il fornello e si lascia che la cassetta, isolata dalla lana, completi la cottura lentamente. Questo utensile da cucina si rivela un vero e proprio paradigma di economia circolare che incarna il concetto di “antispreco” in ogni sua dimensione: risparmia tempo sottraendo il cuoco alla sorveglianza continua dei fornelli, abbatte drasticamente i consumi energetici spegnendo la fiamma dopo pochi minuti, riduce l'uso di acqua e le emissioni di CO₂. L’impatto positivo non si limita solo all’ambiente, ma anche alla qualità della vita, salvaguardando il tempo libero, senza rinunciare alla qualità del cibo condiviso, senza contare il risparmio, non solo economico, ma anche in termini di rifiuti come i packaging di cibo preconfezionato. Cucinare come atto di cura: verso il cibo, l'ambiente, la comunità. Perché il futuro, a volte, passa attraverso gesti antichi riscoperti con consapevolezza nuova. La materia prima è la lana sucida locale, rifiuto speciale dell'allevamento ovino che qui ritrova dignità e funzione che qui ritrova dignità e funzione. Accanto ad essa, il feltro recuperato dai lanaioli di Prato, viene reintegrato nel ciclo produttivo, sottraendo materiale nobile alla dismissione. Infine, ogni componente della Cassetta – dal pomello al cassetto, dal feltro al sottopentola – è pensato per essere scomposto e riutilizzato a fine vita. Non si ricicla: si disassembla, si rigenera, si reimmette. Un oggetto che nasce già pensando alla propria trasformazione futura, senza produrre rifiuto: una circolarità completa. A testimoniare gli effetti concreti e misurabili sull’ambiente, ci ha pensato Benedetto Rugani - Ricercatore –Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri – CNR, Porano, che ha presentato uno studio LCA (Life Cycle Assessment). I dati dimostrano che, utilizzando la cassetta di cottura, è possibile evitare tra il ~66% e l’~86% dell'impatto, a seconda dell’indicatore ambientale considerato. L'utilizzo della cassetta artigianale consente di risparmiare, in media, 80 minuti per la preparazione di un singolo piatto, che, in termini di paragone equivarrebbero a più di 400 giorni di ferie guadagnati in dieci anni di utilizzo della cassetta, oltre a tutta l'energia non consumata (e il denaro risparmiato) tenendo il piano cottura spento. La cassetta consente inoltre di risparmiare, in media, 38 cl di acqua ogni volta che si prepara un pasto per 4 persone, il che si traduce in un risparmio di oltre 900 litri d’acqua nell’arco del tempo di vita della cassetta. In base ai dati potremmo tracciare questi scenari, se 1 milione di persone utilizzasse la cassetta: preparare 120 pasti all’anno in cassetta significherebbe risparmiare fino a circa il 30% di acqua a piatto, ovvero un potenziale risparmio di 3,800 metri cubi d’acqua. Cucinando per 10 volte al mese in cassetta, anziché sul fornello a gas, si potrebbero ridurre in un anno le emissioni di carbonio fino a circa 19 kg di CO2-eq.

 

 

 

Daniela Mugnai

Daniela Mugnai

Fiorentina di nascita, Europea per vocazione, ama raccontare il bello e il buono della sua terra. Critico enogastronomico, autrice televisiva, ha una laurea in filosofia che usa come lenti per guardare il mondo. Curiosa della vita, le piace costruire sempre nuove connessioni. Tra le sue passioni: l’arte, i libri, il mare e la cucina.

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