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La Svizzera al voto per l’autonomia alimentare

Pubblicato il
07 Settembre 2026
Maurizio Izzo
DI Maurizio Izzo

Il 27 settembre il referendum. Meno origine animale più vegetale

Gli svizzeri sono abituati a essere chiamati alle urne per esprimere il loro parere sulle più svariate questioni e negli ultimi dieci anni sono stati chiamati a esprimersi su oltre cento quesiti, almeno quattro volte all’anno. Lo faranno nuovamente il prossimo 27 settembre quando la domanda a cui rispondere sarà: “vuoi inserire nella Costituzione Federale l'obbligo di raggiungere e garantire l'autonomia alimentare del Paese?”. Dietro alla domanda c’è una polemica che in Svizzera monta da tempo non solo per il fatto che il Paese importa gran parte del proprio fabbisogno alimentare ma anche per il fatto che quasi tutta la produzione interna è destinata a alimenti di origine animale, carne, latte e formaggi nella specie. Nella volontà degli organizzatori c’è dunque non solo la scelta di aumentare il grado di autosufficienza alimentare del Paese portandolo dal 46% attuale al 70% ma anche di cambiarne la natura: meno alimenti di origine animale e più di origina vegetale. 

“La popolazione svizzera deve poter disporre in ogni momento di una quantità sufficiente di derrate alimentari di qualità elevata, a prezzi accessibili – si legge nella introduzione all’iniziativa popolare che porterà al voto gli svizzeri – A tal fine, la Confederazione deve creare le condizioni quadro adeguate; si tratta di un mandato sancito dalla Costituzione federale”. Per raggiungere questo obiettivo, dicono ancora gli organizzatori, l’agricoltura svizzera dovrà produrre meno alimenti di origine animale e più alimenti vegetali. In questo modo, con la stessa superficie, sarà possibile nutrire un maggior numero di persone. L’iniziativa mira, inoltre, a migliorare la protezione dell’ambiente e dell’acqua potabile nonché a preservare la fertilità del suolo e la biodiversità. Gli agricoltori dovranno utilizzare meno prodotti fitosanitari e concimi. Gli obiettivi dovranno essere raggiunti entro dieci anni dall’accettazione dell’iniziativa». Il Consiglio Federale e il Parlamento svizzero raccomandano di votare «NO». Il Governo, pur condividendo la necessità di un'agricoltura più ecologica, ritiene che gli obiettivi fissati siano irrealizzabili in soli 10 anni. Secondo le autorità, per raggiungere tali cifre lo Stato dovrebbe intervenire in modo troppo invasivo sulle abitudini alimentari della popolazione e sui mercati, imponendo una drastica riduzione del consumo di carne e costi pubblici ingenti.

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo

Maurizio Izzo, giornalista, figlio di un cuoco e padre di un cuoco. Mi sono salvato dalle cucine ma non dalla passione per il cibo. Che mi piace anche raccontare.

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